QUALE STILE DI VITA ADOTTANO LE POPOLAZIONI PIU LONGEVE AL MONDO?

Pubblicato il 24/01/2018

Nella foto riconoscerete una scena del film del 1984 Karate Kid, sulla sinistra abbiamo l'aspirante ''cintura nera'' Daniel Larusso e sulla destra il suo Maestro Mr. Miyagi. Vi ricordate qual' era il luogo di origine di Mr. Miyagi? La patria del grande Maestro era la splendida isola di Okinawa, a 640 km a sud del Giappone, nel mezzo dell' Oceano Pacifico. Non a caso Miyagi proveniva da Okinawa, infatti proprio lì è nata l'arte del Karate. L'isola vanta un altro primato molto interessante: La popolazione di Okinawa è la più longeva al mondo: un censimento del 2006 mostrava che sull'isola vivevano 54 centenari ogni 100 00 abitanti, il triplo rispetto all'Italia. (nota 1) (nota 2) Non solo vivevano più a lungo, da una rilevazione fatta nel 1995 emerse che erano anche più sani: il tasso di mortalità per malattie cardiovascolari nelle donne di Okinawa era 12 volte più basso che nelle americane, la mortalità per cancro della mammella era 3 volte inferiore e 6 volte quella per cancro del colon, ovvero, rispettivamente, del 300% e 600% inferiore! Gli uomini di Okinawa avevano un rischio di infarto del miocardio 6 volte inferiore a quello degli uomini americani , un rischio 7 volte inferiore per cancro alla prostata e 3 volte per linfoma. (nota 3) (nota 4). QUAL' ERA IL SEGRETO DELLA LORO LONGEVITA IN SALUTE? Sicuramente un fattore importantissimo era la loro alimentazione, che ora vedremo, ma non solo! I diari alimentari raccolti dai ricercatori americani nell'immediato dopoguerra (1950) avevano rilevato che gli abitanti di Okinawa consumavano in media 1785 calorie al giorno, molte di meno rispetto ai giapponesi e agli americani di allora, rispettivamente 2068 e 3130 calorie (nota 3) (nota 5). Rilevante è anche la quantità di proteine che mangiavano giornalmente in media a Okinawa: 39 g al giorno, in Giappone ne consumavano 68 in media e negli Stati Uniti 90. Era anche molto diversa la fonte da cui attingevano le proteine, a Okinawa la fonte principale erano legumi e cereali integrali,mentre in Giappone e negli U.S.A. le fonti principali erano pesce, carne e formaggi(nota 3) (nota 5): nella patria del Karate il consumo di prodotti animali era in media di soli 19 g al giorno (di cui 15 da pesce) mentre in Giappone era di 88 g. Nel 2009 alcuni centenari di Okinawa furono intervistati da alcuni ricercatori che indagarono la loro dieta e il loro stile di vita. LA DIETA: Ogni pasto iniziava con una zuppa di miso servita con tofu e alghe marine ed era accompagnato da grandissime quantità di verdure a foglia verde, cavolo, cipolle, melone amaro e radici gialle e arancioni (carote,zucca, daikon), raccolte nei grandi orti che ogni famiglia coltivava dietro casa. Nonostante vivessero al centro dell'oceano il consumo di pesce non era abbondante, uno o due volte la settimana. La carne di maiale era una pietanza di lusso, veniva consumata in piccolissime porzioni poche volte all'anno. Il dessert, tipicamente, era a base di modiche quantità di frutta locale, guastato assieme a una tazza calda di tè. Purtroppo, negli ultimi decenni , con l'avvento delle catene dei fast food importate dai soldati americani (che hanno una base militare sull'isola), e l'occidentalizzazione della dieta, anche a Okinawa si è assistito a un drammatico aumento della mortalità cardiovascolare e tumorale. (nota 4) LO STILE DI VITA: A Okinawa sono convinti del fatto che coltivare e raccogliere i frutti della terra sia importante per la salute. Gli anziani, almeno tre volte al giorno vanno nei loro orti per accudire e innaffiare gli ortaggi, che amano vedere crescere e fiorire. La maggior parte di loro pratica una forma di danza e un'arte marziale, in particolare il Karate, che per loro non è una semplice ginnastica, ma un'arte che serve a fortificare corpo,mente e spirito. La vita spirituale è quotidianamente presente nelle giornate degli abitanti di Okinawa. Tutti, a casa, possiedono un piccolo altare davanti a cui ogni mattina si inginocchiano per pregare e ringraziare gli antenati. Queste preghiere aiutano a ridurre lo stress e a calmare la mente. Un analogo effetto lo si riscontra nella meditazione, oramai sono innumerevoli gli studi che dimostrano i benefici. La loro spiritualità non termina dopo la preghiera mattutina, infatti uno dei detti più famosi di Okinawa recita: "Nan kuru nai sa", che significa: "Stai sereno, tutto andrà per il meglio". Gli abitanti di Okinawa sono convinti che tutto ciò che accade nella vita abbia un significato positivo e serva a farci crescere. Un altro aspetto che contribuisce molto alla longevità in salute di questo popolo è il loro forte senso di appartenenza alla comunità e il culto per le persone anziane, che sono rispettate e protette. Ciò non sorprende ed emerge anche dal più lungo studio effettuato dall' Università di Harvard, iniziato nel 1938, che ha coinvolto centinaia di studenti di Harvard che sono stati seguiti e studiati per 80 anni: Uno dei più importanti determinati di salute, più importante del valore del colesterolo o dei trigliceridi, sono le nostre relazioni e quanto siamo felici nelle nostre relazioni.(nota 7) Anche nel Mar Mediterraneo ci sono due isole dove il numero dei nonagenari e centenari è mediamente più alto che in altri Paesi del mondo: la Sardegna e Icaria (Grecia). Sembrerebbe che i residenti di queste isole abbiano 3 cose in comune con gli abitanti di Okinawa: 1) dieta prevalentemente vegetariana a base di verdure, cereali integrali e legumi 2) una vita fisicamente molto attiva all'aria aperta 3) una vita serena caratterizzata da legami familiari molto intensi e nuclei estesi E' verosimile tuttavia che ci sia anche il contributo della selezione genetica. C'è un borgo in Italia, si chiama Molochio, nell' Aspromonte calabrese, esso è uno dei luoghi col più alto tasso di centenari al mondo (4 centenari su 2000 abitanti, il triplo di quello di Okinawa). Fino al 2015 vi viveva l'uomo più anziano d' Italia, Salvatore Caruso, morto a 110 anni. Salvatore, il 4 marzo del 2014, è apparso sulla copertina della rivista medica Cell Metabolism perché, in quella data, fu pubblicato sulla rivista uno studio condotto dal medico ricercatore Valter Longo che aveva studiato per anni le popolazioni più longeve al mondo, fra cui quella di Molochio. Nello studio si legge: ''Nelle persone con meno di 65 anni,una alimentazione a basso contenuto di proteine è associata a una minor incidenza di tumori e a una vita più lunga" (nota 7) Come avete potuto leggere, ora sappiamo cosa accomuna le popolazioni piu sane e longeve del mondo. Il segreto per una vita lunga e sana è svelato! A presto. Lorenzo Del Moro 23/01/2018 [nelle note qui sotto troverete il nome del primo autore dell'articolo,l'anno di pubblicazione, la rivista scientifica, il numero del volume e la prima pagina. Sono informazioni sufficienti per identificare lo studio da internet: è sufficiente scrivere su Google Pubmed e una volta entrati scrivere sulla barra in alto il nome dell'autore, l'anno e il numero di pagina per ottenere l'articolo.] (1) Willcox DC., J Gerontol A Biol Sci Med Sci. 2008 Apr;63(4):338-49 (2) http://demo.istat.it/ricostruzione2013/index.php?lingua=ita (3) Willcox BJ., Ann N Y Acad Sci. 2007 Oct;1114:434-55 (4) Kagawa Y., Prev Med. 1978 Jun;7(2):205-17 (5) Keys A., AMA Arch Intern Med. 1954 Mar;93(3):328-36 / Bureau of Agricultural Economics, US Departement of Agricultural 1949, Consumption of food in the United States, 1909-1948 (6) https://news.harvard.edu/gazette/story/2017/04/over-nearly-80-years-harvard-study-has-been-showing-how-to-live-a-healthy-and-happy-life/ (7)Longo VD., Cell Metab. 2014 Mar 4;19(3):407-17 BIBLIOGRAFIA • La dieta della longevità, Valter Longo, ed. Vallardi • La Grande Via, Berrino F e Fontana L, ed. Mondadori Informazioni sull'autore Lorenzo Del Moro è uno studente all'ultimo anno del Corso di studi in Medicina e Chirurgia. Dopo aver terminato il Liceo Scientifico Giosuè Carducci inizia a interessarsi ed appassionarsi di Prevenzione delle malattie e Longevità in Salute. Da circa sei anni, oltre a studiare Medicina e Chirurgia, porta avanti la sua passione attraverso lo studio della sana alimentazione, dello Yoga, del movimento e della meditazione. Da oltre un anno frequenta il Master di Specializzazione in Yoga Therapy. Il Master ha il Patrocinio della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Parma e la collaborazione del Ministero autonomo Indiano di Ayurveda, Yoga e terapie naturali.