GONFIORE E/O FASTIDIO ADDOMINALE + STIPSI E/O DIARREA = STAI MALTRATTANDO IL TUO INTESTINO

Pubblicato il 20/02/2018

Esiste una Sindrome detta Sindrome dell' Intestino Irritabile (SII), molto diffusa ma molto sottovalutata: in Italia, si stima, ne soffra più di 1 persona su 10. La SII è ''dispettosa'' perché non sei mai sicuro di averla in quanto non esiste nessun esame diagnostico o di laboratorio che la può diagnosticare, la diagnosi è clinica e per esclusione, mi spiego meglio. Essendo un disordine funzionale e non organico, l'intestino non ha alterazioni né biochimiche né strutturali, quindi l'unico modo per diagnosticarlo è tramite i sintomi e i segni del paziente, che sono raggruppati nei ''Criteri diagnostici di Roma III": Dolore o fastidio addominale ricorrenti, presenti per almeno 3 giorni al mese negli ultimi 3 mesi, associati a 2 o più dei seguenti disturbi : -- miglioramento dei sintomi con l'evacuazione -- inizio dei sintomi associato a un cambiamento nella frequenza dell'evacuazione --inizio dei sintomi associato a un cambiamento nella forma delle feci Perché l'intestino, ad un certo momento della nostra vita ( solitamente insorge fra i 20 e i 40 anni), inizia a ribellarsi? Egli non capisce perché lo trattiamo così male, perché giorno dopo giorno lo distruggiamo con una alimentazione incongrua, quindi, disperato, si ribella. Maltrattando il nostro intestino offrendogli cibo inadeguato si crea una disbiosi. Disbiosi vuol dire alterazione dell'equilibrio dei batteri intestinali che coabitano nel nostro intestino. Si sta parlando di 100.000 miliardi di microbi che lavorano per noi, per aiutarci a smaltire i residui di cibo non digeriti, per sintetizzare vitamine e altre sostanze utili, per sostenere il nostro sistema immunitario. Secondo quello che mangiamo prevalgono certe specie piuttosto che altre. Studi recenti basati sul riconoscimento del Dna batterico nelle feci hanno evidenziato che in chi soffre di COLITE ULCEROSA mancano i lattobacilli e gli eubatteri, entrambi amici del nostro intestino, e in chi soffre di MORBO DI CROHN mancano i bifidobatteri. I bambini trattati con antibiotici nel primo anno di vita hanno un rischio 3 volte superiore di sviluppare il Morbo di Crohn (nota 1). Da questo tipo di studi non si può concludere con certezza che sia la mancanza di questi microbi a causare la malattia; potrebbe essere, al contrario, che se ne siano andati proprio a causa della malattia. I medici sanno però che la somministrazione di probiotici aiuta a prolungare le fasi di remissione della malattia, per cui è ragionevole concludere che mantenere in buona salute i nostri amici microbi sia utile anche per mantenere la salute dell’intestino. Naturalmente ci sono anche altre cause, in particolare la predisposizione genetica, perché chi ha un genitore, un fratello o una sorella ammalati ha un rischio maggiore di ammalarsi, ma contro i geni non possiamo fare niente, possiamo solo prendere atto che il nostro intestino è più debole, più suscettibile all’incongruità del nostro stile di vita e del nostro cibo, ma dai genitori prendiamo anche i microbi e allora si che possiamo fare qualcosa. Le alterazioni della flora batterica intestinale sono molto frequenti (si sviluppano a causa di una alimentazione molto squilibrata o a seguito dell'assunzione di antibiotici a largo spettro), quindi batteri che prima alloggiavano pacificamente nel nostro intestino, iniziano a fare danni. (nota 2) Che genere di danni? Inizialmente avremo una leggera infiammazione dell'intestino che si manifesta con gonfiore, alternanza di stipsi e diarrea o feci malformate, dolori di modica intensità, e stanchezza generale. Si tratta di una condizione molto diffusa, di solito non indagata a fondo né affrontata con determinazione. Questa condizione non deve essere assolutamente protratta a lungo né sottovalutata perché l'intestino tenue è un organo che influenza in modo determinante le nostre condizioni generali di salute e condiziona profondamente il buon funzionamento dell'intero organismo. Perché è rischioso protrarre a lungo tale condizione? L'intestino tenue rappresenta la linea di confine fra l'ambiente esterno, che entra in noi sotto forma di cibo, ed il nostro ambiente interno. In condizioni normali le cellule che ricoprono la mucosa intestinale sono strettamente appaiate a formare un pavimento continuo, invece sono parzialmente separate fra loro nella condizione patologica sopra descritta, creando una condizione di iperpermeabilità intestinale o intestino "a colabrodo". Questa eccessiva permeabilità dell'intestino fa si che sia attraversato da molte sostanze che sarebbero altrimenti arrestate, o preparate adeguatamente al passaggio. Il passaggio di proteine intere è forse il problema più grave, perché l'organismo sviluppa anticorpi nei loro confronti permettendo l'instaurarsi di malattie allergiche, intolleranze alimentari (nota 3) e probabilmente malattie autoimmuni (artrite reumatoide, diabete tipo 1, Morbo di Crohn, spondilite anchilosante , sclerosi multipla ecc...) dati scientifici a supporto di questa tesi stanno aumentando. Il meccanismo patogenetico si chiama ''mimetismo molecolare'': molte proteine che costituiscono i nostri tessuti presentano somiglianze con proteine esterne derivate da alimenti o da frammenti di batteri. Ad esempio, è stato rilevato che l'albumina presente nel latte bovino presenta importanti affinità strutturali con quella che costituisce il collagene delle articolazioni (nota 4). Quando questa reazione si manifesta a carico delle articolazioni avremo un problema di artrite reumatoide (nota 5). Diversi studi hanno trovato una correlazione fra il consumo del latte di mucca e il diabete di tipo 1 attraverso questo meccanismo (nota 6). Un intestino disbiotico e iperpermeabile è anche associato all'insorgenza del Morbo di Crohn (nota 7) e alla sclerosi multipla (note 8, 9, 10). Ora che abbiamo fatto l'elenco delle complicanze che possono insorgere se la SII viene sottovalutata e protratta nel tempo, vediamo quale è lo stile di vita che dobbiamo adottare per prevenire la SII e quale stile di vita adottare per uscire da questa condizione. Come Prevenire? Le cause sono probabilmente molteplici e non solo alimentari, potendo entrare in gioco lo stress, la reazione a farmaci, pregresse infezioni batteriche e cosi via, ma la pratica insegna che l'alimentazione gioca un ruolo fondamentale. Più studi (note 11,12) hanno segnalato che i bambini e gli adolescenti che ne soffrono hanno frequentemente un'alimentazione basata su carni, dolci e cibi grassi, mentre mangiano raramente frutta, verdura, olio di oliva, pesce, cereali e frutta secca. Anche gli studi con gli adulti suggeriscono che i malati abbiano uno stile alimentare ricco di zucchero, dolci, cioccolato, bevande zuccherate, fast food e grassi saturi,alcuni studi hanno riscontrato una protezione da grassi del pesce omega-3. Le proteine animali peggiorano l'infiammazione perché nella putrefazione intestinale delle proteine del latte, formaggi e carne si libera idrogeno solforato, un gas tossico per la mucosa (note 13,14). Lo zucchero (saccarosio) favorisce l'infiammazione, le pareti intestinali perdono tono. Anche le farine raffinate sono nocive. Cosa fare in caso la SII sia già comparsa? In questo caso non possiamo introdurre subito cibi con fibre perché negli intestini infiammati le fibre causano irritazione meccanica, invece questo genere di alimenti vanno molto bene quando si è sani, mi riferisco ai cereali integrali, legumi, verdura e frutta secca. Quindi tali cibi andranno introdotti sotto forma di creme, privati delle fibre più grossolane, perché essi possiedono fantastiche proprietà antiinfiammatorie. Particolari proprietà antiinfiammatorie le possiede la crema di riso integrale ( una tazza di riso integrale in sette tazze di acqua, sale marino, cuocere per due o tre ore a fuoco basso poi passare al setaccio in modo da togliere le fibre). Un altro alimento prezioso per il processo di rigenerazione dell'intestino è il KUZU (sciogliere un cucchiaino di kuzu in poca acqua fredda, aggiungere alla crema di riso e far bollire per pochi minuti). E' possibile abbinare alla crema di riso, una crema di verdure ( passare assieme al riso le cipolle soffritte a lungo in una padella appena unta di olio extravergine di oliva, oppure carote, zucca, lenticchie rosse). Vanno bene le lenticchie rosse decorticate, mentre gli altri legumi andranno introdotti dopo che l'intestino sarà risanato. Un ottimo condimento è la curcuma, conosciuta da millenni come antiinfiammatorio. E' importante ricordare che anche se si tratta di creme devono essere masticate a lungo, perché la digestione degli amidi dipende dalla saliva. Generalmente,prendersi cura, in questo modo, di un intestino con SII per 3 o 4 settimane è sufficiente per abbattere l'infiammazione. Farsi carico della propria guarigione è un processo di responsabilizzazione fondamentale per il raggiungimento della salute. Lorenzo Del Moro 20/02/2018 [nelle note qui sotto troverete il nome del primo autore dell'articolo,l'anno di pubblicazione, la rivista scientifica, il numero del volume e la prima pagina. Sono informazioni sufficienti per identificare lo studio da internet: è sufficiente scrivere su Google Pubmed e una volta entrati scrivere sulla barra in alto il nome dell'autore, l'anno e il numero di pagina per ottenere l'articolo.] (1) Shaw S.Y., Am J Gastroenterol. 2010, 105: 2687 (2) Sartor RB., Gastroenterology. 2008 Feb;134(2):577-94 (3) Rapin J.R., Clinics, 2010, 65:635 (4) Pérez-Maceda B., Clin Chim Acta. 1991 Dec 16;203(2-3):153-65 (5) Tiwana H., Rheumatol Int. 1997;17(1):11-6 (6) Pediatr Diabetes. 2015 Feb;16(1):31-8 (7) Aliment Pharmacol Ther. 1997 Dec;11 Suppl 3:47-53 (8) Mult Scler. 2017 Mar;23(3):442-446 (9) Neurotherapeutics. 2018 Jan;15(1):68-74 (10) Cosorich I., Sci Adv. 2017 Jul 12;3(7):e1700492 (11) Aliment Pharmacol Ther. 2013 Nov;38(10):1172-87 (12) Am J Gastroenterol. 2011 Apr;106(4):563-73 (13) Tilg H., Gut, 2004 53:1399 (14) Jovett S.L., Gut, 2004 53:1479 Bibliografia · Il Grande libro dell'Eco Dieta. Carlo Guglielmo, Ed. Edizioni Mediterranee · Il cibo dell'Uomo. Franco Berrino. Ed. Franco Angeli · Manuale di Gastroenterologia, Editrice Gastroenterologica Italiana Informazioni sull'autore Lorenzo Del Moro è uno studente all'ultimo anno del Corso di studi in Medicina e Chirurgia. Dopo aver terminato il Liceo Scientifico Giosuè Carducci inizia a interessarsi ed appassionarsi di Prevenzione delle malattie e Longevità in Salute. Da circa sei anni, oltre a studiare Medicina e Chirurgia, porta avanti la sua passione attraverso lo studio della sana alimentazione, dello Yoga, del movimento e della meditazione. Da oltre un anno frequenta il Master di Specializzazione in Yoga Therapy. Il Master ha il Patrocinio della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Parma e la collaborazione del Ministero autonomo Indiano di Ayurveda, Yoga e terapie naturali.