VIVERE L'ORTO: UN TOCCASANA PER IL CORPO, LA MENTE E LO SPIRITO

Pubblicato il 21/12/2018 da Lorenzo Del Moro

Sono molto felice della scelta di vita post-pensionamento fatta dai miei genitori: dedicarsi a tempo pieno alla campagna, amo il loro ORTO BIOLOGICO (foto) dietro casa e il loro olio extravergine d'oliva biologico. Poche settimane fa sono tornato a casa dopo quasi tre mesi d'assenza, proprio nel periodo della frangitura. Una delle prime cose che ho fatto è stato prepararmi una bruschetta e il cavolo nero dell'orto dei miei genitori. Accudire e innaffiare gli ortaggi, amare vederli crescere e fiorire, coltivare in modo biologico e raccogliere i frutti della terra è importante per la salute: Gli abitanti di Okinawa ne sono la dimostrazione vivente, l'isola ospita infatti la popolazione più longeva al mondo: un censimento del 2006 mostrava che sull'isola vivevano 54 centenari ogni 100 00 abitanti, il triplo rispetto all'Italia. (1) (2) Non solo vivevano più a lungo, da una rilevazione fatta nel 1995 emerse che erano anche più sani: il tasso di mortalità per malattie cardiovascolari nelle donne di Okinawa era 12 volte più basso che nelle americane, la mortalità per cancro della mammella era 3 volte inferiore e 6 volte quella per cancro del colon, ovvero, rispettivamente, del 300% e 600% inferiore! Gli uomini di Okinawa avevano un rischio di infarto del miocardio 6 volte inferiore a quello degli uomini americani , un rischio 7 volte inferiore per cancro alla prostata e 3 volte per linfoma (3) (4). A Okinawa sono convinti del fatto che coltivare e raccogliere i frutti della terra sia importante per la salute. Gli anziani, almeno tre volte al giorno vanno nei loro orti per accudire e innaffiare gli ortaggi, che amano vedere crescere e fiorire. Ovviamente non è solo questo il segreto della loro longevità ma sicuramente è una causa e conseguenza del loro stile di vita, Nel 2009 alcuni centenari di Okinawa furono intervistati da alcuni ricercatori che indagarono la loro dieta e le loro abitudini: Ogni pasto iniziava con una zuppa di miso servita con tofu e alghe marine ed era accompagnato da grandissime quantità di verdure a foglia verde, cavolo, cipolle, melone amaro e radici gialle e arancioni (carote,zucca, daikon), raccolte nei grandi orti che ogni famiglia coltivava dietro casa. Nonostante vivessero al centro dell'oceano il consumo di pesce non era abbondante, uno o due volte la settimana. La carne di maiale era una pietanza di lusso, veniva consumata in piccolissime porzioni poche volte all'anno. Il dessert, tipicamente, era a base di modiche quantità di frutta locale, gustato assieme a una tazza calda di tè. La maggior parte di loro pratica una forma di danza e un'arte marziale, in particolare il Karate, che per loro non è una semplice ginnastica, ma un'arte che serve a fortificare corpo,mente e spirito. La vita spirituale è quotidianamente presente nelle giornate degli abitanti di Okinawa. Tutti, a casa, possiedono un piccolo altare davanti a cui ogni mattina si inginocchiano per pregare e ringraziare gli antenati. Queste preghiere aiutano a ridurre lo stress e a calmare la mente. Un analogo effetto lo si riscontra nella meditazione, oramai sono innumerevoli gli studi che dimostrano i benefici. LA COLTIVAZIONE DEL CIBO: BIOLOGICO O INDUSTRIALE? Risulta complesso condurre studi per dimostrare che le persone che si nutrono con cibo biologico hanno meno probabilità di ammalarsi rispetto a chi si nutre con cibo non biologico. Nonostante questo, negli ultimi anni, nella letteratura scientifica sono apparsi molti studi rilevanti che dimostrano che sia i consumatori sia i produttori di cibo biologico hanno meno rischi sanitari. Il più recente è un autorevole studio uscito sulla prestigiosa rivista JAMA Internal Medicine " Association of frequency of organic food consumption with cancer risck" (5) Gli autori concludono lo studio scrivendo: Una maggiore frequenza di consumo di alimenti biologici era associata a un ridotto rischio di cancro. Sebbene i risultati dello studio debbano essere confermati, promuovere il consumo di alimenti biologici nella popolazione generale potrebbe essere una strategia preventiva promettente contro il cancro. Vediamo nei dettagli lo studio: La domanda che si sono posti gli autori: Qual è l'associazione tra una dieta a base di alimenti biologici (cioè una dieta meno incline a contenere residui di pesticidi) e il rischio di cancro? Il motivo dello studio: Sebbene gli alimenti biologici abbiano meno probabilità di contenere residui di pesticidi rispetto ai cibi convenzionali, pochi studi hanno esaminato l'associazione tra consumo di alimenti biologici e rischio di cancro. Il metodo che hanno adottato: 68 946 adulti (in media 44 anni) francesi sono stati seguiti dal 2009 al 2016 per indagare in modo prospettico l'associazione tra consumo di cibo biologico e rischio di cancro. Sono stati suddivisi in 4 gruppi : • Gruppo 1: mai consumo di cibo biologico • Gruppo 2: qualche volta al mese consumo di cibo biologico • Gruppo 3: più volte alla settimana • Gruppo 4: frequente consumo di cibo biologico E’ stata ESCLUSA L'INFLUENZA DI FATTORI DI CONFONDIMENTO : ad esempio, spesso chi consuma cibo biologico fa più attività fisica di chi non lo consuma, togliere i fattori di confondimento vuol dire "mettere tutti sullo stesso piano". I Risultati: Tra 68.946 partecipanti (78,0% di femmine), sono stati identificati 1340 casi di cancro durante il periodo di studio: 459 tumori al seno, 180 tumori alla prostata, 135 tumori della pelle, 99 tumori del colon-retto, 47 linfomi non-Hodgkin e altri 15 linfomi. I partecipanti allo studio del Gruppo 4 hanno avuto il 6% in meno di incidenza di tumori rispetto al Gruppo 1, In particolare i tumori della mammella e i linfomi. "Health and dietary traits of organic food consumers: result from the NutriNet Sante study" (6) è un altro grande studio che ha indagato la relazione fra consumo di cibo biologico e malattie. Anche qui sono state seguire migliaia di persone, circa 50 mila. I risultati dello studio sono: I NON CONSUMATORI DI CIBO BIO rispetto ai CONSUMATORI REGOLARI DI CIBO BIO, hanno mostrato un maggior rischio di diabete tipo 2, ipertensione e malattie cardiovascolari. Per converso, spostando l’attenzione sui pesticidi, non si contano gli studi che hanno dimostrato, senza più alcuna ombra di dubbio, effetti negativi anche per concentrazioni “secondo legge”. Prime fra tutte le alterazioni del neuro-sviluppo infantile che, da sole, basterebbero a giustificare una rapida messa al bando di moltissimi pesticidi, il cui uso è indegno per un Paese civile. La superficie agricola coltivata a biologico sta progressivamente e rapidamente aumentando nella UE e in USA grazie alla lungimiranza e alla consapevolezza di consumatori e agricoltori e questo sta creando non pochi problemi alle lobby dell’agricoltura intensiva pesticidi-dipendente che, servendosi del loro potere economico stanno cercando di ostacolare questo cambiamento. Ciò che possiamo fare è ricordarci del nostro potere di cittadini, farne buon uso e provare a coinvolgere più persone possibili nel cambiamento. Buon Natale, Lorenzo Del Moro 21/12/2018 NOTE (1) Willcox DC., J Gerontol A Biol Sci Med Sci. 2008 Apr;63(4):338-49 (2) http://demo.istat.it/ricostruzione2013/index.php?lingua=ita (3) Willcox BJ., Ann N Y Acad Sci. 2007 Oct;1114:434-55 (4) Kagawa Y., Prev Med. 1978 Jun;7(2):205-17 (5) Baudry J. Jama Intern Med October 22 2018 (6) Baudry J. Br J Nutr 2015 Dec 28 INFORMAZIONI SULL'AUTORE Sono uno studente all'ultimo anno del Corso di studi in Medicina e Chirurgia. Dopo aver terminato il Liceo Scientifico Giosuè Carducci ho iniziato a interessarmi ed appassionarmi di Prevenzione delle malattie e Longevità in Salute. Da circa sei anni, oltre a studiare Medicina e Chirurgia, porto avanti la mia passione attraverso lo studio della sana alimentazione, dello Yoga, del movimento e della meditazione. Ho frequentato il Master di Specializzazione in Yoga Wellness ottenendo il diploma di Operatore in Yogaterapia e Yogawellness dopo aver discusso una tesi dal titolo "Efficacia dello yoga nel modificare i fattori di rischio per malattie cardiovascolari e sindrome metabolica". Il Master ha il Patrocinio della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Parma e la collaborazione del Ministero autonomo Indiano di Ayurveda, Yoga e terapie naturali.