Ben Essere

L'ELEVATO CONSUMO DI VERDURA E FRUTTA PUO' RIDURRE IL RISCHIO DI CANCRO AL SENO, IN PARTICOLARE I TUMORI AGGRESSIVI.

Pubblicato il 26/07/2018

Le donne che mangiano una grande quantità di frutta e verdura ogni giorno possono avere un rischio più basso di cancro al seno, soprattutto di tumori aggressivi, rispetto a quelli che mangiano meno frutta e verdura, secondo un nuovo studio condotto da ricercatori del Dipartimento di Salute Pubblica dell' Università di Harvard (nota 1). Nelle loro scoperte, le verdure crocifere come i broccoli e le verdure gialle e arancioni hanno avuto un'associazione particolarmente significativa con il rischio più basso di cancro al seno. Sebbene studi precedenti abbiano suggerito un'associazione, essa non era così significativa, in particolare per sottotipi aggressivi di cancro al seno. Inoltre la forza di questo nuovo studio sta nel numero dei partecipanti: decine di migliaia. Questa ricerca fornisce il quadro più completo dell'importanza di consumare elevate quantità di frutta e verdura per la prevenzione del cancro al seno. Lo studio è stato pubblicato online il 6 luglio 2018 sull'International Journal of Cancer. I ricercatori hanno analizzato questionari sulla dieta presentati ogni quattro anni dai partecipanti allo studio Nurses’ Health Study (88.301 donne, a partire dal 1980) e dallo studio Nurses’ Health Study II (93.844 donne, a partire dal 1991). I dati su altri potenziali fattori di rischio di cancro al seno come età, peso, fumatrice/non fumatrice e storia del cancro familiare sono stati presi da questionari biennali. Hanno scoperto che le donne che mangiavano più di 5,5 porzioni di frutta e verdura ogni giorno avevano un rischio inferiore al 11% di cancro al seno rispetto a quelle che mangiavano 2,5 porzioni o meno. (Una porzione è definita come una tazza di verdure a foglia cruda, mezza tazza di verdure crude o cotte, o mezza tazza di frutta tritata o cotta.) Per scoprire se i benefici del consumo di frutta e verdura differiscono tra i vari tipi di tumori al seno, i ricercatori hanno condotto analisi sui recettori ormonali e del sottotipo molecolare. Hanno scoperto che un maggiore consumo di frutta e verdura era particolarmente associato a un minor rischio di tumori più aggressivi (ER-negativi, HER2-enriched, e basal-like). Il lavoro precedente di questo gruppo di ricerca ha collegato il rischio ridotto di cancro al seno con un maggiore apporto di fibre, ma i benefici di frutta e verdura trovati in questo studio sembrano essere indipendenti dal loro contenuto di fibre, secondo i ricercatori. Ciò suggerisce che i costituenti di questi alimenti, come gli antiossidanti e altri micronutrienti, possono anche essere importanti nel ridurre il rischio di cancro al seno. Una dieta ricca di frutta e verdura è associata a molti altri benefici per la salute, ma questi ultimi risultati possono fornire ulteriore impulso alle donne per aumentare l'assunzione di frutta e verdura. Lorenzo Del Moro 26/07/2018 NOTE (1) "Fruit and vegetable consumption and breast cancer incidence: Repeated measures over 30 yearsof follow-up" Int J Cancer. 2018 Jul 6 Informazioni sull'autore Lorenzo Del Moro è uno studente all'ultimo anno del Corso di studi in Medicina e Chirurgia. Dopo aver terminato il Liceo Scientifico Giosuè Carducci inizia a interessarsi ed appassionarsi di Prevenzione delle malattie e Longevità in Salute. Da circa sei anni, oltre a studiare Medicina e Chirurgia, porta avanti la sua passione attraverso lo studio della sana alimentazione, dello Yoga, del movimento e della meditazione. Da oltre un anno frequenta il Master di Specializzazione in Yoga Therapy. Il Master ha il Patrocinio della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Parma e la collaborazione del Ministero autonomo Indiano di Ayurveda, Yoga e terapie naturali.

ARMI SUPPLEMENTARI CONTRO LE INFEZIONI

Pubblicato il 12/07/2018

Oltre alla vaccinazione, vi sono misure aggiuntive efficaci per prevenire le infezioni e la mortalità che ne può seguire? Sì ! Varie Regioni, in modo meritorio, hanno reso disponibili vaccinazioni a prezzo di costo anche a chi non rientrerebbe nel Piano Nazionale Vaccini. È importante però informare anche di altre MISURE EFFICACI , APPLICABILI DA CHIUNQUE, che PREVENGONO LE MORTI DA MALATTIE INFETTIVE. Una loro miglior conoscenza potrebbe risparmiare migliaia di morti, e dare un senso di maggior controllo alla popolazione, che oggi spesso si sente disarmata e impotente. La più qualificata letteratura scientifica medica ha definito i benefici di vari interventi comportamentali e ambientali, che la Sanità pubblica può promuovere e sostenere. Questi si associano non solo con una riduzione delle principali malattie cronico degenerative, ma anche di quelle infettive e della mortalità correla. Illustriamo vari interventi: - Non esporre i bambini (né gli adulti) al FUMO PASSIVO: decine di ricerche mostrano che aumenta di oltre 3 volte le malattie meningococciche (es. meningite) invasive. (1) - Evitare il FUMO DI TABACCO: chi fuma aumenta da 2 a 3 volte la mortalità totale rispetto a chi non fuma, di 2,3 volte la mortalità generale da infezioni. (2) - Aumentare i consumi di CEREALI INTEGRALI: una sintesi delle migliori ricerche, mostra che 200 g al dì di cereali integrali si associano a una riduzione del 30% della mortalità totale, ma bastano già 50 g per ridurre del 20% le morti da infezioni (3) - Aumentare i consumi di FRUTTA SECCA: un’analisi combinata delle migliori ricerche mostra che 20-28 g al dì di noci, mandorle, nocciole o pistacchi possono ridurre di oltre il 20% la mortalità totale e di 4 volte la mortalità per malattie infettive (4) - ALLATTARE AL SENO per almeno 6 mesi riduce nei bambini le malattie infettive (e morti di polmonite) (5) (6) - Aumentare i consumi di FRUTTA e VERDURA: con 800 g al dì di frutta+verdura riduzione del 30% della mortalità, riduzione del 10% della mortalità ogni 200 g aggiunti. (7) - Ridurre i consumi di ALCOL, e comunque entro 1-2 unità alcoliche al dì per l’uomo e 1 per la donna. (8) - Ridurre i consumi di CARNE ROSSA: carni rosse fresche e lavorate si associano a maggiore mortalità totale e da infezioni. (9) - Aumentare L' ATTIVITA FISICA: (corsa) riduzione del 40% della mortalità, riduzione anche maggiore delle morti da infezioni (polmonite, ecc) (10) (11) - Far uso prudente/appropriato di antibiotici e contrastare le ANTIBIOTICORESISTENZE (causa di 5-7.000 morti/anno in Italia, anzitutto per infezioni) (12) - Lavare le MANI spesso, strofinando bene le dita sotto acqua corrente, previene la diffusione di tutte le infezioni respiratorie (13) - Evitare l'uso improprio di ANTIPIRETICI per infezioni banali : la febbre è un nostro importante alleato nella difesa dei microbi patogeni, un aumento di temperature dai 37 ai 38 gradi può ridurre la moltiplicazione dei virus di oltre il 90% e un' ulteriore aumento ne arresta la moltiplicazione e aiuta a guarire anche da molte infezioni batteriche, inoltre la sopressione della febbre facilita la trasmissione di comuni infezioni es. nell'influenza stagionale può aumentare del 5% i casi di malattie e i morti nella popolazione (14) All’ INQUINAMENTO da PM 2,5 si attribuiscono 4,2 milioni di morti/anno nel mondo (15), in parte anche per infezioni respiratorie. CONCLUSIONI Chiunque voglia aumentare il proprio livello di protezione anche nei confronti delle infezioni ha a disposizione, oltre ai vaccini, armi supplementari efficaci, spesso legate a misure semplici, a basso costo e applicabili dagli interessati. Lorenzo Del Moro 11/07/2018 [nelle note qui sotto troverete il nome del primo autore dell'articolo,l'anno di pubblicazione, la rivista scientifica, il numero del volume e la prima pagina. Sono informazioni sufficienti per identificare lo studio da internet: è sufficiente scrivere su Google Pubmed e una volta entrati scrivere sulla barra in alto il nome dell'autore,l'anno e il numero di pagina per ottenere l'articolo.] (1) Lee C-C et al. PLoS Med 7:e1000374 (2) Carter DB. New Engl J Med 2015; 372: 631 (3) Aune D. BMJ 2016;353:i2716. (4) Aune D. BMC Medicine 2016;14:207 (5) Lamberti LM. BMC Public Health 2013;13:S18 (6) Nei paesi a reddito medio e basso la mortalità per polmonite nei non allattati aumenta di 15 volte prima dei 6 mesi (Bowatte G. Acta Pediatr 2015;104:85) (7) Aune D. Intern J Epidemiol 2017, 1–28 (8) Rehm J. BMC Publ Health 2009; 9:450. (9) Etemadi A. BMJ 2017;357:j1957 (10) Chakravarty E. Arch Intern Med 2008;168:1638 (11) NB, però: esercizi strenui tipici di atleti agonisti possono essere controproducenti, perché lo stress da allenamento eccessivo riduce le difese immunitarie ed espone a infezioni. I joggers leggeri/moderati hanno mortalità molto inferiore/inferiore ai sedentari, al contrario dei joggers strenui (Schnohr P. JACC 2015; 65:411) (12) Stima SIMIT su Quotidiano Sanità 8 aprile 2015 (13) Jefferson T. Cochrane Systematic Review. BMJ 2009;339:b3675 (14) Earn DJD. Proc R Soc B2014;281 (15) Cohen AJ. Lancet 2017; 389: 1907 SITOGRAFIA - Pillole di Buona Pratica Clinica, Fondazione Allineare Sanità e Salute. Informazioni sull'autore Lorenzo Del Moro è uno studente all'ultimo anno del Corso di studi in Medicina e Chirurgia. Dopo aver terminato il Liceo Scientifico Giosuè Carducci inizia a interessarsi ed appassionarsi di Prevenzione delle malattie e Longevità in Salute. Da circa sei anni, oltre a studiare Medicina e Chirurgia, porta avanti la sua passione attraverso lo studio della sana alimentazione, dello Yoga, del movimento e della meditazione. Da oltre un anno frequenta il Master di Specializzazione in Yoga Therapy. Il Master ha il Patrocinio della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Parma e la collaborazione del Ministero autonomo Indiano di Ayurveda, Yoga e terapie naturali.

REFLUSSO ACIDO: CIBI, BEVANDE E RESPIRAZIONE PIU EFFICACI DEI FARMACI

Pubblicato il 19/06/2018

L’uso degli INIBITORI DI POMPA PROTONICA (IPP), conosciuti come ‘’farmaci anti reflusso acido’’, cresce di continuo da 30 anni. La loro diffusione capillare, iniziata pochi decenni fa, fu merito della loro efficacia nel sopprimere l’acidità di stomaco, sono stati a lungo considerati sicuri, ma da anni (circa dal 2006) sono via via emersi numerosi e gravi effetti avversi che si aggiungono a quelli che già si conoscevano (Comuni , >1/100, <1/10: cefalea e capogiri, diarrea, mal di stomaco, nausea e vomito), vediamoli alcuni: • Dopo 7 anni di utilizzo il rischio di fratture osteoporotiche è aumentato quasi del doppio e il rischio di frattura di femore aumenta di 4 volte (nota 1). • Dipendenza con sintomi di rimbalzo alla sospensione. Chi li assume e poi cerca di smettere spesso fallisce perché alla sospensione si verificano dei sintomi peggiori di prima. (nota 2) (nota 3). • Polmoniti. Uno studio di coorte ha esaminato i dati di 64 000 pazienti ricoverati in 4 anni in un ospedale USA, il 52% di loro ha ricevuto farmaci antiacidi. Si è verificato 1 caso di polmonite da IPP ogni 111 trattati. Si è stimato quindi negli USA un eccesso di 33 000 morti prevenibili di polmonite associate a un uso disinvolto di IPP. (nota 4) • Pantoprazolo, Omeprazolo, Lansoprazolo aumentano il rischio di infarto, nella popolazione generale, di circa il 30%. (nota 5) • Polipi dello stomaco: con terapie di almeno 6 mesi aumentano già di 5 volte rispetto a chi non usa IPP (nota 6). • Nel 2016 è stata riportata un’associazione con la malattia renale cronica (nota 7) con aumento del 50% in chi assumeva IPP a dose doppia. • In un altro studio del 2017 che ha analizzato 400 000 persone si è verificato un aumento del 36% di ictus in un periodo di osservazione di 4 mesi, che se rapportato a un periodo di utilizzo di IPP di 9 anni vuol dire avere 1 ictus in più ogni 100 persone che usano IPP . (nota 8) Nel 2014, per la sola diagnosi di Malattia da REFLUSSO GASTROESOFAGEO, li ha usati 1 italiano su 6. Si aggiungono utilizzi di poco inferiori per GASTROPROTEZIONE in chi assume aspirina a bassa dose o farmaci antinfiammatori/FANS. Il terzo grande utilizzo è per DISPEPSIA o per GASTRITE. Molto inferiori sono gli utilizzi per ULCERA PEPTICA e per eradicare Helicobacter pylori. Consumi INCOERENTI CON LE INDICAZIONI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE interessano oltre il 50% delle PRESCRIZIONI. Va aggiunto quello ‘’da banco’’, o con ricetta bianca per prodotti a carico del cittadino, spesso anche più inappropriato. Studi autorevoli dimostrano da anni che la bilancia dei rischi/benefici degli IPP pende, la maggior parte delle volte, verso i rischi. Allora perché si continua a usarli? Purtroppo, con vere forzature, Società scientifiche ottenebrano queste prove; inoltre la crescente consapevolezza da parte di molti medici dei danni che possono procurare non riesce a ridurne l’utilizzo, perché gli IPP CREANO DIPENDENZA: in chi cerca di interromperli spesso i sintomi si aggravano. Oggi vedremo che il disturbo per il quale vengono usati maggiormente gli IPP: il REFLUSSO ACIDO, può essere trattato con strategie più efficaci degli IPP e senza rischi. UNA RICERCA INNOVATIVA (nota 9) 184 pazienti di circa 60 anni con sintomi da reflusso faringeo-laringeo sono stati seguiti con due strategie. Un gruppo con terapia con IPP (esomeprazolo 2 volte al giorno) e precauzioni generali: no a caffè, tè, cioccolato, bibite gassate, fritti, cibi grassi e speziati, alcol. L’altro gruppo è stato trattato con ACQUA MINERALE ALCALINA (nota 10) e dieta mediterranea al 90-95% VEGETALE, con quantità minime di latticini e 100 g di carne solo 2-3 volte a settimana. Sono stati seguiti per 6 settimane. I RISULATATI: • Nei pazienti trattati con IPP c’è stato un miglioramento dei sintomi nel 54% di loro, con riduzione media di sintomi del 27%. • Nel gruppo trattato con ACQUA MINERALE ALCALINA e dieta mediterranea al 90-95% VEGETALE c’è stato un miglioramento dei sintomi nel 63% di loro, con riduzione media di sintomi del 40%: una differenza statisticamente significativa. I vantaggi della dieta Med non si limitano ai benefici sui sintomi da reflusso, ma includono MINOR RISCHIO e MILGIOR GESTIONE DI MALATTIE CARDIOVASCOLARI, ICTUS, DIABETE, TUMORI. PER QUALE MOTIVOO RIDURRE IL CONSUMO DI CARNE e USARE ACQUA ALCALINA MIGLIORA I SINTOMI DEL REFLUSSO GASTROESOFAGEO? Si ritiene che i sintomi a faringe e laringe siano dovuti al reflusso acido abbinato al potente enzima PEPSINA, che nell’ambiente a pH acido dello stomaco digerisce le proteine. La pepsina attivata, però, può continuare ad attaccare le proteine anche con pH alcalini fino a 8, ma un’acqua con pH di almeno 8 riesce a inattivarla. Inoltre la pepsina è regolata nello stomaco dalla concentrazione degli aminoacidi che costituiscono le proteine: un MODELLO ALIMENTARE BASATO SU VEGETALI e povero di proteine animali può ridurre l’attività della pepsina. RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA (RD) Quasi metà di chi soffre di reflusso acido considera sintomi importanti le eruttazioni, e il 30% è refrattario anche agli IPP. In questi pazienti con frequenti eruttazioni il meccanismo dominante è un’involontaria contrazione del diaframma, con rapido ingresso d’aria nell’esofago e sua rapida espulsione. Ciò induce episodi di reflusso acido. Un’ originale ricerca (nota 11), pubblicata nel 2017, su adulti con frequenti eruttazioni e reflusso gastroesofageo refrattario, nonostante gli IPP, ha verificato se sintomi e qualità della vita migliorassero con l’allenamento alla RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA: 4 sessioni di 30 minuti seguite da un terapista, poi esercizi a casa, per 4 settimane. Risultati: il 93% dei pazienti trattati con RD ha ridotto l’eruttazione, e il 60% l’ha più che dimezzata. Anche il bruciore, la dispepsia e rigurgito sono migliorati, come pure la qualità della vita. GLI ESERCIZI DI RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA L’atto respiratorio completo si compone di Respirazione addominale (diaframmatica), respirazione toracica e respirazione clavicolare. Solitamente le donne rispetto agli uomini utilizzano più una respirazione clavicolare rispetto a quella addominale, ovvero alzano le spalle invece di gonfiare l’addome nell’atto della inspirazione. La respirazione diaframmatica è da preferire rispetto alla toracica o clavicolare in quanto agendo sul sistema nervoso tende a rilassare e a massaggiare gli organi interni. Se non siete abituati, iniziate da sdraiati, mettetevi una mano sull’ombelico e una sul petto, respirate lentamente gonfiando l’addome come un palloncino tenendo il torace fermo. L’espirazione deve durate un tempo doppio rispetto alla inspirazione ( ed esempio 12 secondi di espirazione 6 secondi di inspirazione). Quando avrete imparato potrete farla anche in piedi. Sono sufficienti 5 minuti per 3 volte al giorno. CONCLUSIONE L’abuso di IPP per i disturbi causati dal reflusso gastroesofageo e da sintomi connessi è un problema sanitario sempre più vasto, anche in Italia. E’ dunque importante conoscere e applicare NUOVE STRATEGIE DI TRATTAMENTO NON FARMACOLOGICO, che consentano di evitare gli IPP o di ridurne l’impiego. Lorenzo Del Moro 19/06/2018 [nelle note qui sotto troverete il nome del primo autore dell'articolo,l'anno di pubblicazione, la rivista scientifica, il numero del volume e la prima pagina. Sono informazioni sufficienti per identificare lo studio da internet: è sufficiente scrivere su Google Pubmed e una volta entrati scrivere sulla barra in alto in nome dell'autore,l'anno, numero di pagina per ottenere l'articolo.] (1) Targownik LE et al. CMAJ 2008; 179:319 (2) Reimer C et al. Gastroenterology 2009; 137:80 (3) Lindberg G et al. Gastroenterology 2003; 124 (Suppl 1): A225 (4) Herzig S et al. JAMA 2009; 301:2120 (5) Shah NH et al. PLoS ONE 10:e0124653 (6) Martin FC et al. Aliment Pharmacol Ther 2016; 44:915 (7) Lazarus B. JAMA Intern Med 2016; 176:238 (8) Wang YF et at. Am J Gastroenterol 2017; 112:1084 (9) Zalvan CH et al. JAMA Otolaryngology-Head and Neck Surgery 2017 (10) ESEMPI DI ACQUE ALCALINE (pH>8) IN COMMERCIO: Balda Lombardia 8,1 Beber Veneto 8,2 Coralba Piemonte 8 Lissa Veneto 8 Pic Piemonte 8 Pineta Lombardia 8,3 Recoaro Veneto 8,1 Santa Clara Liguria 8 Vera Veneto 8 (11) Ong AM. Clin Gastroenterol Hepatol 2017 SITOGRAFIA - Pillole di Buona Pratica Clinica, Fondazione Allineare Sanità e Salute. Informazioni sull'autore Lorenzo Del Moro è uno studente all'ultimo anno del Corso di studi in Medicina e Chirurgia. Dopo aver terminato il Liceo Scientifico Giosuè Carducci inizia a interessarsi ed appassionarsi di Prevenzione delle malattie e Longevità in Salute. Da circa sei anni, oltre a studiare Medicina e Chirurgia, porta avanti la sua passione attraverso lo studio della sana alimentazione, dello Yoga, del movimento e della meditazione. Da oltre un anno frequenta il Master di Specializzazione in Yoga Therapy. Il Master ha il Patrocinio della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Parma e la collaborazione del Ministero autonomo Indiano di Ayurveda, Yoga e terapie naturali.

ALCUNI SEMPLICI PASSI PER PREVENIRE IL DIABETE

Pubblicato il 26/05/2018

Se il diabete di tipo 2 fosse una malattia infettiva e diffusiva (come,ad esempio, il morbillo), i funzionari della sanità pubblica direbbero che siamo nel bel mezzo di un'epidemia. Questa malattia, un tempo chiamata diabete dell' adulto, colpisce un numero sempre crescente di adulti. Ancora più allarmante è il fatto che ora sta cominciando a comparire in adolescenti e bambini. Nel 2016 sono state oltre 3 milioni 200 mila in Italia le persone che hanno dichiarato di essere affette da diabete, il 5,3% dell’intera popolazione (16,5% fra le persone di 65 anni e oltre). [dati Istat] La diffusione del diabete è quasi raddoppiata in trent’anni (coinvolgeva il 2,9% della popolazione nel 1980). [dati Istat] I problemi dietro i numeri sono ancora più allarmanti. Il diabete è la principale causa di cecità e insufficienza renale negli adulti. Provoca danni ai nervi da lievi a gravi che, insieme a problemi di circolazione, spesso porta alla perdita di una gamba o di un piede. Il diabete aumenta significativamente il rischio di malattie cardiache. La buona notizia è che il diabete di tipo 2 è in gran parte prevenibile. Circa 9 casi su 10 potrebbero essere evitati adottando alcune semplici regole. IL DIABETE DI TIPO 2 SI PUO' PREVENIRE Sebbene i geni che erediti possano influenzare lo sviluppo del diabete di tipo 2, passano in secondo piano rispetto ai fattori comportamentali e allo stile di vita. I dati che derivano dallo studio americano Nurses’ Health Study lasciano intendere che il 90% del diabete di tipo 2 può essere attribuito a cinque di questi fattori: eccesso di peso, mancanza di esercizio fisico, una dieta non sana, fumo e astensione totale dall'alcol. (1) COME RIDURRE IL RISCHIO: Fare alcuni cambiamenti nello stile di vita può ridurre drasticamente le possibilità di sviluppare il diabete di tipo 2. GLI STESSI CAMBIAMENTI POSSONO RIDURRE ANCHE LA PROBABILITA' DI SVILUPPARE MALATTIE CARDIACHE E ALCUNI TIPI DI CANCRO. • CONTROLLA IL TUO PESO L'eccesso di peso è la causa più importante del diabete di tipo 2. Essere sovrappeso aumenta di sette volte (+700%) la probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2. Essere obesi aumenta da 20 a 40 volte la probabilità di sviluppare il diabete rispetto a qualcuno con un peso sano. (1) • MUOVITI E SPEGNI LA TV L'inattività promuove il diabete di tipo 2. (2) Lavorare più spesso con i muscoli migliora la loro capacità di usare l'insulina per assorbire il glucosio. Ciò crea meno stress sulle cellule che producono insulina. Lunghi periodi di esercizio fisico intenso grondanti di sudore NON sono necessari per ottenere questo beneficio. Camminare ogni giorno, per mezz'ora, a passo veloce, riduce il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 del 30%. (3, 4) • ALIMENTAZIONE CORRETTA 4 cambiamenti nell'alimentazione possono ridurre molto il rischio di sviluppare Diabete tipo 2: 1) Scegliere cereali integrali e farine integrali rispetto a cereali e farine raffinate (riso bianco, farina 0 e 00) Vi sono prove convincenti che le diete ricche di cereali integrali proteggono dal diabete, mentre le diete ricche di carboidrati raffinati portano ad un aumento del rischio (5). 2) Evita le bevande zuccherate, scegli acqua, caffè o tè. Come i cereali raffinati, le bevande zuccherate (Coca e simili, succhi di frutta zuccherati, yogurt zuccherati) hanno un elevato indice glicemico quindi si associano ad un aumentato rischio di diabete. Nello studio americano Nurses' Health Study le persone che bevevano una o più bevande zuccherate al giorno avevano un rischio maggiore del 83% di diabete di tipo 2, rispetto alle donne che bevevano meno di una bevanda zuccherata al mese. (6) 3) Scegli i grassi buoni invece dei grassi cattivi. I tipi di grassi nella vostra dieta possono influenzare lo sviluppo del diabete. Grassi buoni, come i grassi polinsaturi che si trovano negli oli vegetali, noci e semi possono aiutare a difenderci dal diabete di tipo 2. (7) I grassi trans fanno esattamente l'opposto. (1, 8) Questi grassi cattivi si trovano in molti prodotti da forno confezionati, in cibi fritti della maggior parte dei ristoranti fast-food e qualsiasi prodotto che riporta "olio vegetale parzialmente idrogenato" sull'etichetta (per intenderci la maggior parte delle merende e merendine confezionate industriali che si trovano sugli scaffali dei grossi supermercati). Mangiare grassi polinsaturi dal pesce (noti anche come "grassi omega 3") non protegge dal diabete, anche se ci sono molte prove che questi grassi marini omega 3 aiutano a prevenire le malattie cardiache. (9) Se hai già il diabete, mangiare pesce può aiutarti a proteggerti da un attacco di cuore.(10) 4) Limitare la carne rossa ed evitare la carne conservata. Le prove si stanno rafforzando sul fatto che mangiare carne rossa (manzo, maiale, agnello) e carni rosse conservate (pancetta, hot dog, salumi) aumenta il rischio di diabete, anche tra le persone che consumano solo piccole quantità. In una recente metanalisi i ricercatori hanno esaminato i dati di circa 440.000 persone, circa 28.000 dei quali hanno sviluppato il diabete nel corso dello studio. (11) Hanno scoperto che mangiare solo una porzione giornaliera di 80 grammi di carne rossa (per intenderci, una bistecca che ha le dimensioni di un mazzo di carte da scopa) aumenta il rischio di diabete di tipo 2 del 20%. Mangiando ogni giorno piccole quantità di carne rossa conservata, solo due fette di pancetta o un hot dog, ho un rischio aumentato di diabete del 51%. Questo studio (che è in linea con i migliori studi degli ultimi 15 anni) ha anche delle buone notizie: Cambiare carne rossa o carne rossa conservata con una fonte di proteine più sana, come frutta secca (noci, nocciole, mandorle, arachidi, pistacchi, anacardi) o legumi o pesce o cereali integrali o uno yogurt bianco senza zuccheri aggiunti o un uovo fatto da una gallina sana (per sana si intende una gallina che non ha vissuto in un allevamento intensivo) riduce il rischio di diabete fino al 35%. Perché la carne rossa e la carne rossa trasformata sembrano aumentare il rischio di diabete? Sembrerebbe che l'alto contenuto di ferro nella carne rossa diminuisca l'efficacia dell'insulina o danneggi le cellule che producono insulina: La carne rossa ha un' alta concentrazione di ferro eme, che è un potente ossidante che può provocare stress ossidativo e danni al DNA; anche gli alti livelli di sale e nitriti (conservanti) nelle carni rosse trasformate possono essere la causa dell'aumentato rischio di diabete tipo 2 (le ricerche mostrano con chiarezza che anche i tumori del colon e dello stomaco sono aumentati).(12) • SE FUMI, CERCA DI SMETTERE Si, avete letto bene, il fumo, oltre ad una lista infinita di altri problemi, aumenta anche il rischio di diabete tipo 2 (probabilmente dovuto a un incrementato livello di infiammazione generale) . I fumatori hanno circa il 50% in più di probabilità di sviluppare il diabete rispetto ai non fumatori e i fumatori accaniti hanno un rischio ancora maggiore. (13) • E L'ALCOL? Un numero crescente di prove collega il consumo moderato di alcol (preferibilmente un buon vino rosso) con un ridotto rischio di malattie cardiache. Lo stesso può essere vero per il diabete di tipo 2. Una quantità moderata di alcol, fino a un bicchiere al giorno per le donne, fino a due bicchieri al giorno per gli uomini, aumenta l'efficienza dell'insulina nell'ottenere il glucosio all'interno delle cellule, quindi il consumo moderato di alcol riduce il rischio di diabete di tipo 2. (1, 14) Se già bevete alcolici, il consiglio è di mantenere un consumo moderato, poiché una maggiore quantità di alcol potrebbe aumentare il rischio di diabete. (15) Se non bevete alcolici, non è necessario iniziare: puoi ottenere gli stessi benefici perdendo peso, incrementando l'attività fisica e cambiando i tuoi schemi alimentari. Lorenzo Del Moro 26/05/2018 [nelle note qui sotto troverete il nome del primo autore dell'articolo,l'anno di pubblicazione, la rivista scientifica, il numero del volume e la prima pagina. Sono informazioni sufficienti per identificare lo studio da internet: è sufficiente scrivere su Google Pubmed e una volta entrati scrivere sulla barra in alto il nome dell'autore, l'anno e il numero di pagina per ottenere l'articolo.] 1. Hu FB. N Engl J Med. 2001; 345:790-7. 2. Rana JS. Diabetes Care. 2007; 30:53-58. 3. Tanasescu M, Circulation. 2003. 4. Hu FB. JAMA. 1999; 282:1433-9. 5. AlEssa H, Circulation. 2015; 1-31:A:20. 6. Schulze MB. JAMA. 2004; 292:927-34 7. Riserus U. Prog Lipid Res. 2009; 48:44-51. 8. Mozaffarian D, N Engl J Med. 2006; 354:1601-13 9. Kaushik M. Am J Clin Nutr. 2009; 90:613-20. 10. Hu FB, Circulation. 2003; 107:1852-7. 11. Pan A. Am J Clin Nutr. 2011 Aug 10 12. Qi L. Am J Clin Nutr. 2009; 89:1453-8. 13. Willi C,JAMA. 2007; 298:2654-2664. 14. Djousse L. Obesity. 2007; 15:1758-65. 15. Baliunas DO. Diabetes Care. 2009; 32:2123-32 Informazioni sull'autore Lorenzo Del Moro è uno studente all'ultimo anno del Corso di studi in Medicina e Chirurgia. Dopo aver terminato il Liceo Scientifico Giosuè Carducci inizia a interessarsi ed appassionarsi di Prevenzione delle malattie e Longevità in Salute. Da circa sei anni, oltre a studiare Medicina e Chirurgia, porta avanti la sua passione attraverso lo studio della sana alimentazione, dello Yoga, del movimento e della meditazione. Da oltre un anno frequenta il Master di Specializzazione in Yoga Therapy. Il Master ha il Patrocinio della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Parma e la collaborazione del Ministero autonomo Indiano di Ayurveda, Yoga e terapie naturali.

LO YOGA
Capitolo 1

Pubblicato il 24/04/2018

Da oggi iniziamo un percorso che ci porterà alla scoperta della scienza dell'anima: Lo Yoga è una scienza completa della vita che ha avuto origine in India migliaia di anni fa. E' il più antico metodo di crescita personale del mondo, comprendente il corpo, la mente e lo spirito. Quando qualcuno mi chiede: "Sicuro che funzioni?" io rispondo : "Se vado in un ristorante e mangio male, la volta dopo non ci torno e il ristorante perde clienti e chiude. Se lo Yoga vive da millenni significa che offre cibo molto buono". Gli antichi praticanti yoga possedevano una profonda comprensione della natura umana e di tutto ciò di cui aveva bisogno l'uomo per vivere in armonia con se stesso e con ciò che lo circonda. Non a caso la parola Yoga può essere tradotta con "UNIONE". L'Unione è il fine dello Yoga, ovvero non percepire noi stessi come un "Singolo separato dal resto" ma sentirsi UNO con TUTTO ciò che ci circonda: Aria, Terra, Acqua e gli altri esseri viventi. Ora più che come mai nella storia dell'Uomo abbiamo bisogno di questo senso di Unione, i modelli economici che abbiamo creato sono basati sulla competizione, abbiamo sempre pensato che la competizione sia necessaria per lo sviluppo, è vero, i maggiori sviluppi tecnologici li abbiamo avuti in tempo di guerra, ma a quale prezzo? Morte e inaridimento della coscienza. Lo Yoga risveglia la coscienza. Mai l'umanità ha vissuto un'era così densa di magnifiche realizzazioni, di ardite imprese, che sono andate assai al di là delle più rosee previsioni dei nostri avi. MA... osservate la folla che passeggia nelle strade e nelle piazze. Guardate meglio e vedrete visi tetri, preoccupati, stanchi, dai quali non traluce alcun sorriso. La schiena di qualcuno è ingobbita, in molti hanno la pancetta, sono goffi, obesi. Forse non tutti sono felici. Molti di loro necessitano di sedativi per dormire, di lassativi per evacuare gli intestini pigri, di analgesici per le emicranie e di tranquillanti per sopportare l'esistenza. La dura lotta per il guadagno ha indurito i cuori e pervertito il senso morale. Le malattie mentali e degenerative, il cancro e gli infarti sono in crescente aumento. La durata media della vita si è allungata ma è diminuita la durata media della vita in salute. I progressi della medicina danno a tutti una falsa impressione di sicurezza: in caso di malattia è sufficiente recarsi dal medico: a lui il compito di guarire in fretta il male, è il suo mestiere e per questo è pagato. Nessuno vuol rendersi conto che il suo errato modo di vivere è la causa primaria dei suoi mali e che i medici possono fare ben poco, nonostante la loro scienza e il senso di dedizione. Abbiamo perso il senso di responsabilità per la nostra salute delegandolo a qualcun altro. Siamo prigionieri del nostro viver civile. Cosa possiamo fare contro questo rullo compressore? Dobbiamo rinunciare alla scienza, alla tecnica, alla vita sociale? Dobbiamo distruggere le industrie e tornare nelle caverne e nelle foreste? Impossibile. Inutile. Non dobbiamo rinunciare alla civiltà, al contrario bisogna che beneficiamo al massimo dei suoi vantaggi, cercando di eliminare gli inconvenienti. UN RIMEDIO: LO YOGA La soluzione passa necessariamente attraverso l'individuo, il quale, perché possa risolvere i problemi che lo assillano deve addentrarsi in una disciplina personale della quale lo Yoga costituisce la forma più pratica, più efficiente, più adatta alle esigenze della vita moderna. "Se vuoi cambiare il mondo, inizia col cambiare te stesso" Lo Yoga, la più antica scienza della vita, è in grado di insegnarci a controllare lo stress non solo a livello fisico, ma anche a livello mentale e spirituale. Meditando, impareremo a controllare e infine trascendere il corpo, che è il nostro veicolo fisico, una macchina perfetta. Attraverso la meditazione possiamo capire chi siamo realmente. Liberi da false identificazioni con un nome o con una forma (il corpo fisico) potremo liberarci dall'identificazione col nostro IO (l' Ego, ovvero quella parte di noi che non può fare a meno di : competere, tenere tutto per lui, essere avaro e quindi in definitiva tenerci lontano dalla condizione ideale di UNIONE col tutto). Quando ognuno pensa solo per sé non nasce mai nulla di buono, se ci pensate noi siamo costituiti da miliardi di cellule che cooperando danno vita al nostro organismo, la Natura per esistere non può prescindere dall'essere collaborante; pensate a cosa succede quando una o più cellule del nostro corpo "decidono" di non collaborare più, di rompere l' UNIONE e pensare solo per sé: esse iniziano a replicarsi freneticamente, a consumare molta energia a tutto l'organismo e distruggere tutto il resto, ecco che nasce ciò che chiamiamo TUMORE. Se alcuni concetti che ho scritto nell'articolo non vi sono chiari, non preoccupatevi, è normale, spesso la teoria dello yoga può essere di non facile comprensione, infatti lo yoga non è una teoria ma uno stile di vita. Se non avete mai assaggiato il miele, anche se vi dicessi mille volte che è buono, non potrete capirlo sino a che non l'avrete provato. Lo YOGA: Capitolo 1 voleva essere una introduzione allo Yoga, il Capitolo 2 lo dedicherò alla storia dello Yoga e alle sue varie sfaccettature, dal Capitolo 3 ci addentreremo nella pratica. A presto. Lorenzo Del Moro 24/04/2018 Bibliografia • Imparo lo yoga, di André Van Lysebeth, Ed. Mursia • Il libro dello Yoga, Centro Yoga Sivananda, Ed. Lyra • Yoga: la scienza dell'anima, Osho, Ed. Mondadori Informazioni sull'autore Lorenzo Del Moro è uno studente all'ultimo anno del Corso di studi in Medicina e Chirurgia. Dopo aver terminato il Liceo Scientifico Giosuè Carducci inizia a interessarsi ed appassionarsi di Prevenzione delle malattie e Longevità in Salute. Da circa sei anni, oltre a studiare Medicina e Chirurgia, porta avanti la sua passione attraverso lo studio della sana alimentazione, dello Yoga, del movimento e della meditazione. Da oltre un anno frequenta il Master di Specializzazione in Yoga Therapy. Il Master ha il Patrocinio della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Parma e la collaborazione del Ministero autonomo Indiano di Ayurveda, Yoga e terapie naturali.

IL PIATTO DEL MANGIAR SANO
COMPOSIZIONE DEL PIATTO e LISTA DELLA SPESA : UNA GUIDA DETTAGLIATA PER LA MIGLIORE SCELTA ALIMENTARE

Pubblicato il 22/03/2018

The Healthy Eating Plate ( IL PIATTO DEL MANGIAR SANO), è stato recentemente creato dagli esperti nutrizionisti della Harvard School of Public Health e fornisce una guida dettagliata, in un formato semplice, per aiutare le persone a fare le migliori scelte alimentari. Puoi usare IL PIATTO DEL MANGIAR SANO come guida per creare pasti salutari! Il mio consiglio è mettere una copia sul frigorifero come promemoria quotidiano per creare pasti sani ed equilibrati! LA COMPOSIZIONE DEL PIATTO: • Prepara la maggior parte del tuo pasto a frutta e verdura --> 50% del tuo piatto: Mira al colore e alla varietà e ricorda che le patate non contano come verdure per una alimentazione sana a causa del loro impatto negativo sulla glicemia. • Cereali integrali --> 25% del tuo piatto: I cereali INTEGRALI E INTEGRI (grano integrale, orzo, semi di grano, quinoa, avena, riso integrale e alimenti di loro derivazione, come la pasta integrale) alzano la glicemia e l'insulina nel sangue gradualmente, invece i cerali raffinati essendo assorbiti più rapidamente creano un rapido picco di glicemia e insulina con le conseguenze negative del caso. • Proteine sane --> 25% del piatto: Legumi, pesce e frutta secca (noci, nocciole, arachidi,pistacchi,anacardi,mandorle, semi oleaginosi) sono tutte fonti di proteine ​​salutari e versatili. La frutta secca può essere mescolata in una insalata e abbinarsi bene con le verdure. Limitare la carne rossa ed evitare le carni lavorate come pancetta, salsiccia, prosciutto, mortadella... • Oli vegetali sani, con moderazione: Scegli oli vegetali sani come olio di oliva extravergine, colza, soia, mais, girasole, arachidi e altri, ed evita oli parzialmente idrogenati, che contengono grassi trans malati. Ricorda che ''a basso contenuto di grassi'' non significa "sano". • Bere acqua, caffè o tè: Evita le bevande zuccherate, limita il latte e i latticini a una o due porzioni al giorno e limita le spremute di frutta a un bicchierino al giorno. •Stai fisicamente attivo! : Stare attivi (i ricercatori di Harvard consigliano di camminare almeno 30 minuti al giorno a passo veloce) è importante per il generale benessere psicofisico. Il messaggio principale dei medici ricercatori della Harvard School of Public Health è quello di concentrarsi sulla QUALITA' della dieta. Il tipo di carboidrati nella dieta è più importante della quantità di carboidrati nella dieta, perché alcune fonti di carboidrati come le verdure (diverse dalle patate), frutta, cereali integrali e legumi sono più sani di altri. The Healthy Eating Plate consiglia inoltre ai consumatori di evitare bevande zuccherate, una delle principali fonti di calorie, solitamente con scarso valore nutrizionale. La Harvard School of Public Health incoraggia i consumatori a usare oli sani e non stabilisce un massimo sulla percentuale di calorie che le persone dovrebbero ottenere ogni giorno da fonti salutari di grassi. Facendo ciò scardina il concetto ''a basso contenuto di grassi'' portato avanti per decenni dal mondo medico scientifico. Tale concetto deriva da una errata interpretazione di studi epidemiologici fatti negli anni nei quali si evidenziava un peggiore stato di salute nelle persone che assumevano più grassi nella dieta. In questi studi però non si faceva distinzione fra i grassi contenuti nei prodotti di origine animale (carne,salumi,formaggi) e i grassi sani contenuti nella frutta secca, nel pesce , nei semi oleaginosi e negli oli vegetali. Le persone che assumevano più grassi erano quindi più malate non per l'eccesso di grassi ma per l'eccesso di proteine animali. LA LISTA DELLA SPESA: Verdure, frutta, cereali integrali, olii sani e proteine sane come frutta secca, legumi, e pesce dovrebbero essere inseriti nel carrello ogni settimana, insieme a un po' di yogurt o latte se lo si desidera. Le raccomandazioni dicono di consumare non più di 3 volte a settimana pesce azzurro di piccole dimensioni (sardine, acciughe, aringhe) perché contengono meno inquinanti ambientali (mercurio) rispetto al pesce di grossa taglia. Seguire le linee guida di Healthy Eating Plate rende davvero più sani? Secondo ricerche svolte presso la Harvard School of Public Health e altrove (note 1, 2 e 3), seguire le linee guida di Healthy Eating Plate può portare ad un minor rischio di malattie cardiache (prima causa di morte nei paesi occidentali) e morte prematura. Lorenzo Del Moro 22/03/2018 [nelle note qui sotto troverete il nome del primo autore dell'articolo,l'anno di pubblicazione, la rivista scientifica, il numero del volume e la prima pagina. Sono informazioni sufficienti per identificare lo studio da internet: è sufficiente scrivere su Google Pubmed e una volta entrati scrivere sulla barra in alto il nome dell'autore, l'anno e il numero di pagina per ottenere l'articolo.] 1. Akbaraly T.N., Am J Clin Nutr, 2011. 94(1): p. 247-53. 2. Belin R.J, Am J Clin Nutr, 2011. 94(1): p. 49-57. 3. McCullough M.L., Am J Clin Nutr, 2002. 76(6): p. 1261-71.

GONFIORE E/O FASTIDIO ADDOMINALE + STIPSI E/O DIARREA = STAI MALTRATTANDO IL TUO INTESTINO

Pubblicato il 20/02/2018

Esiste una Sindrome detta Sindrome dell' Intestino Irritabile (SII), molto diffusa ma molto sottovalutata: in Italia, si stima, ne soffra più di 1 persona su 10. La SII è ''dispettosa'' perché non sei mai sicuro di averla in quanto non esiste nessun esame diagnostico o di laboratorio che la può diagnosticare, la diagnosi è clinica e per esclusione, mi spiego meglio. Essendo un disordine funzionale e non organico, l'intestino non ha alterazioni né biochimiche né strutturali, quindi l'unico modo per diagnosticarlo è tramite i sintomi e i segni del paziente, che sono raggruppati nei ''Criteri diagnostici di Roma III": Dolore o fastidio addominale ricorrenti, presenti per almeno 3 giorni al mese negli ultimi 3 mesi, associati a 2 o più dei seguenti disturbi : -- miglioramento dei sintomi con l'evacuazione -- inizio dei sintomi associato a un cambiamento nella frequenza dell'evacuazione --inizio dei sintomi associato a un cambiamento nella forma delle feci Perché l'intestino, ad un certo momento della nostra vita ( solitamente insorge fra i 20 e i 40 anni), inizia a ribellarsi? Egli non capisce perché lo trattiamo così male, perché giorno dopo giorno lo distruggiamo con una alimentazione incongrua, quindi, disperato, si ribella. Maltrattando il nostro intestino offrendogli cibo inadeguato si crea una disbiosi. Disbiosi vuol dire alterazione dell'equilibrio dei batteri intestinali che coabitano nel nostro intestino. Si sta parlando di 100.000 miliardi di microbi che lavorano per noi, per aiutarci a smaltire i residui di cibo non digeriti, per sintetizzare vitamine e altre sostanze utili, per sostenere il nostro sistema immunitario. Secondo quello che mangiamo prevalgono certe specie piuttosto che altre. Studi recenti basati sul riconoscimento del Dna batterico nelle feci hanno evidenziato che in chi soffre di COLITE ULCEROSA mancano i lattobacilli e gli eubatteri, entrambi amici del nostro intestino, e in chi soffre di MORBO DI CROHN mancano i bifidobatteri. I bambini trattati con antibiotici nel primo anno di vita hanno un rischio 3 volte superiore di sviluppare il Morbo di Crohn (nota 1). Da questo tipo di studi non si può concludere con certezza che sia la mancanza di questi microbi a causare la malattia; potrebbe essere, al contrario, che se ne siano andati proprio a causa della malattia. I medici sanno però che la somministrazione di probiotici aiuta a prolungare le fasi di remissione della malattia, per cui è ragionevole concludere che mantenere in buona salute i nostri amici microbi sia utile anche per mantenere la salute dell’intestino. Naturalmente ci sono anche altre cause, in particolare la predisposizione genetica, perché chi ha un genitore, un fratello o una sorella ammalati ha un rischio maggiore di ammalarsi, ma contro i geni non possiamo fare niente, possiamo solo prendere atto che il nostro intestino è più debole, più suscettibile all’incongruità del nostro stile di vita e del nostro cibo, ma dai genitori prendiamo anche i microbi e allora si che possiamo fare qualcosa. Le alterazioni della flora batterica intestinale sono molto frequenti (si sviluppano a causa di una alimentazione molto squilibrata o a seguito dell'assunzione di antibiotici a largo spettro), quindi batteri che prima alloggiavano pacificamente nel nostro intestino, iniziano a fare danni. (nota 2) Che genere di danni? Inizialmente avremo una leggera infiammazione dell'intestino che si manifesta con gonfiore, alternanza di stipsi e diarrea o feci malformate, dolori di modica intensità, e stanchezza generale. Si tratta di una condizione molto diffusa, di solito non indagata a fondo né affrontata con determinazione. Questa condizione non deve essere assolutamente protratta a lungo né sottovalutata perché l'intestino tenue è un organo che influenza in modo determinante le nostre condizioni generali di salute e condiziona profondamente il buon funzionamento dell'intero organismo. Perché è rischioso protrarre a lungo tale condizione? L'intestino tenue rappresenta la linea di confine fra l'ambiente esterno, che entra in noi sotto forma di cibo, ed il nostro ambiente interno. In condizioni normali le cellule che ricoprono la mucosa intestinale sono strettamente appaiate a formare un pavimento continuo, invece sono parzialmente separate fra loro nella condizione patologica sopra descritta, creando una condizione di iperpermeabilità intestinale o intestino "a colabrodo". Questa eccessiva permeabilità dell'intestino fa si che sia attraversato da molte sostanze che sarebbero altrimenti arrestate, o preparate adeguatamente al passaggio. Il passaggio di proteine intere è forse il problema più grave, perché l'organismo sviluppa anticorpi nei loro confronti permettendo l'instaurarsi di malattie allergiche, intolleranze alimentari (nota 3) e probabilmente malattie autoimmuni (artrite reumatoide, diabete tipo 1, Morbo di Crohn, spondilite anchilosante , sclerosi multipla ecc...) dati scientifici a supporto di questa tesi stanno aumentando. Il meccanismo patogenetico si chiama ''mimetismo molecolare'': molte proteine che costituiscono i nostri tessuti presentano somiglianze con proteine esterne derivate da alimenti o da frammenti di batteri. Ad esempio, è stato rilevato che l'albumina presente nel latte bovino presenta importanti affinità strutturali con quella che costituisce il collagene delle articolazioni (nota 4). Quando questa reazione si manifesta a carico delle articolazioni avremo un problema di artrite reumatoide (nota 5). Diversi studi hanno trovato una correlazione fra il consumo del latte di mucca e il diabete di tipo 1 attraverso questo meccanismo (nota 6). Un intestino disbiotico e iperpermeabile è anche associato all'insorgenza del Morbo di Crohn (nota 7) e alla sclerosi multipla (note 8, 9, 10). Ora che abbiamo fatto l'elenco delle complicanze che possono insorgere se la SII viene sottovalutata e protratta nel tempo, vediamo quale è lo stile di vita che dobbiamo adottare per prevenire la SII e quale stile di vita adottare per uscire da questa condizione. Come Prevenire? Le cause sono probabilmente molteplici e non solo alimentari, potendo entrare in gioco lo stress, la reazione a farmaci, pregresse infezioni batteriche e cosi via, ma la pratica insegna che l'alimentazione gioca un ruolo fondamentale. Più studi (note 11,12) hanno segnalato che i bambini e gli adolescenti che ne soffrono hanno frequentemente un'alimentazione basata su carni, dolci e cibi grassi, mentre mangiano raramente frutta, verdura, olio di oliva, pesce, cereali e frutta secca. Anche gli studi con gli adulti suggeriscono che i malati abbiano uno stile alimentare ricco di zucchero, dolci, cioccolato, bevande zuccherate, fast food e grassi saturi,alcuni studi hanno riscontrato una protezione da grassi del pesce omega-3. Le proteine animali peggiorano l'infiammazione perché nella putrefazione intestinale delle proteine del latte, formaggi e carne si libera idrogeno solforato, un gas tossico per la mucosa (note 13,14). Lo zucchero (saccarosio) favorisce l'infiammazione, le pareti intestinali perdono tono. Anche le farine raffinate sono nocive. Cosa fare in caso la SII sia già comparsa? In questo caso non possiamo introdurre subito cibi con fibre perché negli intestini infiammati le fibre causano irritazione meccanica, invece questo genere di alimenti vanno molto bene quando si è sani, mi riferisco ai cereali integrali, legumi, verdura e frutta secca. Quindi tali cibi andranno introdotti sotto forma di creme, privati delle fibre più grossolane, perché essi possiedono fantastiche proprietà antiinfiammatorie. Particolari proprietà antiinfiammatorie le possiede la crema di riso integrale ( una tazza di riso integrale in sette tazze di acqua, sale marino, cuocere per due o tre ore a fuoco basso poi passare al setaccio in modo da togliere le fibre). Un altro alimento prezioso per il processo di rigenerazione dell'intestino è il KUZU (sciogliere un cucchiaino di kuzu in poca acqua fredda, aggiungere alla crema di riso e far bollire per pochi minuti). E' possibile abbinare alla crema di riso, una crema di verdure ( passare assieme al riso le cipolle soffritte a lungo in una padella appena unta di olio extravergine di oliva, oppure carote, zucca, lenticchie rosse). Vanno bene le lenticchie rosse decorticate, mentre gli altri legumi andranno introdotti dopo che l'intestino sarà risanato. Un ottimo condimento è la curcuma, conosciuta da millenni come antiinfiammatorio. E' importante ricordare che anche se si tratta di creme devono essere masticate a lungo, perché la digestione degli amidi dipende dalla saliva. Generalmente,prendersi cura, in questo modo, di un intestino con SII per 3 o 4 settimane è sufficiente per abbattere l'infiammazione. Farsi carico della propria guarigione è un processo di responsabilizzazione fondamentale per il raggiungimento della salute. Lorenzo Del Moro 20/02/2018 [nelle note qui sotto troverete il nome del primo autore dell'articolo,l'anno di pubblicazione, la rivista scientifica, il numero del volume e la prima pagina. Sono informazioni sufficienti per identificare lo studio da internet: è sufficiente scrivere su Google Pubmed e una volta entrati scrivere sulla barra in alto il nome dell'autore, l'anno e il numero di pagina per ottenere l'articolo.] (1) Shaw S.Y., Am J Gastroenterol. 2010, 105: 2687 (2) Sartor RB., Gastroenterology. 2008 Feb;134(2):577-94 (3) Rapin J.R., Clinics, 2010, 65:635 (4) Pérez-Maceda B., Clin Chim Acta. 1991 Dec 16;203(2-3):153-65 (5) Tiwana H., Rheumatol Int. 1997;17(1):11-6 (6) Pediatr Diabetes. 2015 Feb;16(1):31-8 (7) Aliment Pharmacol Ther. 1997 Dec;11 Suppl 3:47-53 (8) Mult Scler. 2017 Mar;23(3):442-446 (9) Neurotherapeutics. 2018 Jan;15(1):68-74 (10) Cosorich I., Sci Adv. 2017 Jul 12;3(7):e1700492 (11) Aliment Pharmacol Ther. 2013 Nov;38(10):1172-87 (12) Am J Gastroenterol. 2011 Apr;106(4):563-73 (13) Tilg H., Gut, 2004 53:1399 (14) Jovett S.L., Gut, 2004 53:1479 Bibliografia · Il Grande libro dell'Eco Dieta. Carlo Guglielmo, Ed. Edizioni Mediterranee · Il cibo dell'Uomo. Franco Berrino. Ed. Franco Angeli · Manuale di Gastroenterologia, Editrice Gastroenterologica Italiana Informazioni sull'autore Lorenzo Del Moro è uno studente all'ultimo anno del Corso di studi in Medicina e Chirurgia. Dopo aver terminato il Liceo Scientifico Giosuè Carducci inizia a interessarsi ed appassionarsi di Prevenzione delle malattie e Longevità in Salute. Da circa sei anni, oltre a studiare Medicina e Chirurgia, porta avanti la sua passione attraverso lo studio della sana alimentazione, dello Yoga, del movimento e della meditazione. Da oltre un anno frequenta il Master di Specializzazione in Yoga Therapy. Il Master ha il Patrocinio della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Parma e la collaborazione del Ministero autonomo Indiano di Ayurveda, Yoga e terapie naturali.

QUALE STILE DI VITA ADOTTANO LE POPOLAZIONI PIU LONGEVE AL MONDO?

Pubblicato il 24/01/2018

Nella foto riconoscerete una scena del film del 1984 Karate Kid, sulla sinistra abbiamo l'aspirante ''cintura nera'' Daniel Larusso e sulla destra il suo Maestro Mr. Miyagi. Vi ricordate qual' era il luogo di origine di Mr. Miyagi? La patria del grande Maestro era la splendida isola di Okinawa, a 640 km a sud del Giappone, nel mezzo dell' Oceano Pacifico. Non a caso Miyagi proveniva da Okinawa, infatti proprio lì è nata l'arte del Karate. L'isola vanta un altro primato molto interessante: La popolazione di Okinawa è la più longeva al mondo: un censimento del 2006 mostrava che sull'isola vivevano 54 centenari ogni 100 00 abitanti, il triplo rispetto all'Italia. (nota 1) (nota 2) Non solo vivevano più a lungo, da una rilevazione fatta nel 1995 emerse che erano anche più sani: il tasso di mortalità per malattie cardiovascolari nelle donne di Okinawa era 12 volte più basso che nelle americane, la mortalità per cancro della mammella era 3 volte inferiore e 6 volte quella per cancro del colon, ovvero, rispettivamente, del 300% e 600% inferiore! Gli uomini di Okinawa avevano un rischio di infarto del miocardio 6 volte inferiore a quello degli uomini americani , un rischio 7 volte inferiore per cancro alla prostata e 3 volte per linfoma. (nota 3) (nota 4). QUAL' ERA IL SEGRETO DELLA LORO LONGEVITA IN SALUTE? Sicuramente un fattore importantissimo era la loro alimentazione, che ora vedremo, ma non solo! I diari alimentari raccolti dai ricercatori americani nell'immediato dopoguerra (1950) avevano rilevato che gli abitanti di Okinawa consumavano in media 1785 calorie al giorno, molte di meno rispetto ai giapponesi e agli americani di allora, rispettivamente 2068 e 3130 calorie (nota 3) (nota 5). Rilevante è anche la quantità di proteine che mangiavano giornalmente in media a Okinawa: 39 g al giorno, in Giappone ne consumavano 68 in media e negli Stati Uniti 90. Era anche molto diversa la fonte da cui attingevano le proteine, a Okinawa la fonte principale erano legumi e cereali integrali,mentre in Giappone e negli U.S.A. le fonti principali erano pesce, carne e formaggi(nota 3) (nota 5): nella patria del Karate il consumo di prodotti animali era in media di soli 19 g al giorno (di cui 15 da pesce) mentre in Giappone era di 88 g. Nel 2009 alcuni centenari di Okinawa furono intervistati da alcuni ricercatori che indagarono la loro dieta e il loro stile di vita. LA DIETA: Ogni pasto iniziava con una zuppa di miso servita con tofu e alghe marine ed era accompagnato da grandissime quantità di verdure a foglia verde, cavolo, cipolle, melone amaro e radici gialle e arancioni (carote,zucca, daikon), raccolte nei grandi orti che ogni famiglia coltivava dietro casa. Nonostante vivessero al centro dell'oceano il consumo di pesce non era abbondante, uno o due volte la settimana. La carne di maiale era una pietanza di lusso, veniva consumata in piccolissime porzioni poche volte all'anno. Il dessert, tipicamente, era a base di modiche quantità di frutta locale, guastato assieme a una tazza calda di tè. Purtroppo, negli ultimi decenni , con l'avvento delle catene dei fast food importate dai soldati americani (che hanno una base militare sull'isola), e l'occidentalizzazione della dieta, anche a Okinawa si è assistito a un drammatico aumento della mortalità cardiovascolare e tumorale. (nota 4) LO STILE DI VITA: A Okinawa sono convinti del fatto che coltivare e raccogliere i frutti della terra sia importante per la salute. Gli anziani, almeno tre volte al giorno vanno nei loro orti per accudire e innaffiare gli ortaggi, che amano vedere crescere e fiorire. La maggior parte di loro pratica una forma di danza e un'arte marziale, in particolare il Karate, che per loro non è una semplice ginnastica, ma un'arte che serve a fortificare corpo,mente e spirito. La vita spirituale è quotidianamente presente nelle giornate degli abitanti di Okinawa. Tutti, a casa, possiedono un piccolo altare davanti a cui ogni mattina si inginocchiano per pregare e ringraziare gli antenati. Queste preghiere aiutano a ridurre lo stress e a calmare la mente. Un analogo effetto lo si riscontra nella meditazione, oramai sono innumerevoli gli studi che dimostrano i benefici. La loro spiritualità non termina dopo la preghiera mattutina, infatti uno dei detti più famosi di Okinawa recita: "Nan kuru nai sa", che significa: "Stai sereno, tutto andrà per il meglio". Gli abitanti di Okinawa sono convinti che tutto ciò che accade nella vita abbia un significato positivo e serva a farci crescere. Un altro aspetto che contribuisce molto alla longevità in salute di questo popolo è il loro forte senso di appartenenza alla comunità e il culto per le persone anziane, che sono rispettate e protette. Ciò non sorprende ed emerge anche dal più lungo studio effettuato dall' Università di Harvard, iniziato nel 1938, che ha coinvolto centinaia di studenti di Harvard che sono stati seguiti e studiati per 80 anni: Uno dei più importanti determinati di salute, più importante del valore del colesterolo o dei trigliceridi, sono le nostre relazioni e quanto siamo felici nelle nostre relazioni.(nota 7) Anche nel Mar Mediterraneo ci sono due isole dove il numero dei nonagenari e centenari è mediamente più alto che in altri Paesi del mondo: la Sardegna e Icaria (Grecia). Sembrerebbe che i residenti di queste isole abbiano 3 cose in comune con gli abitanti di Okinawa: 1) dieta prevalentemente vegetariana a base di verdure, cereali integrali e legumi 2) una vita fisicamente molto attiva all'aria aperta 3) una vita serena caratterizzata da legami familiari molto intensi e nuclei estesi E' verosimile tuttavia che ci sia anche il contributo della selezione genetica. C'è un borgo in Italia, si chiama Molochio, nell' Aspromonte calabrese, esso è uno dei luoghi col più alto tasso di centenari al mondo (4 centenari su 2000 abitanti, il triplo di quello di Okinawa). Fino al 2015 vi viveva l'uomo più anziano d' Italia, Salvatore Caruso, morto a 110 anni. Salvatore, il 4 marzo del 2014, è apparso sulla copertina della rivista medica Cell Metabolism perché, in quella data, fu pubblicato sulla rivista uno studio condotto dal medico ricercatore Valter Longo che aveva studiato per anni le popolazioni più longeve al mondo, fra cui quella di Molochio. Nello studio si legge: ''Nelle persone con meno di 65 anni,una alimentazione a basso contenuto di proteine è associata a una minor incidenza di tumori e a una vita più lunga" (nota 7) Come avete potuto leggere, ora sappiamo cosa accomuna le popolazioni piu sane e longeve del mondo. Il segreto per una vita lunga e sana è svelato! A presto. Lorenzo Del Moro 23/01/2018 [nelle note qui sotto troverete il nome del primo autore dell'articolo,l'anno di pubblicazione, la rivista scientifica, il numero del volume e la prima pagina. Sono informazioni sufficienti per identificare lo studio da internet: è sufficiente scrivere su Google Pubmed e una volta entrati scrivere sulla barra in alto il nome dell'autore, l'anno e il numero di pagina per ottenere l'articolo.] (1) Willcox DC., J Gerontol A Biol Sci Med Sci. 2008 Apr;63(4):338-49 (2) http://demo.istat.it/ricostruzione2013/index.php?lingua=ita (3) Willcox BJ., Ann N Y Acad Sci. 2007 Oct;1114:434-55 (4) Kagawa Y., Prev Med. 1978 Jun;7(2):205-17 (5) Keys A., AMA Arch Intern Med. 1954 Mar;93(3):328-36 / Bureau of Agricultural Economics, US Departement of Agricultural 1949, Consumption of food in the United States, 1909-1948 (6) https://news.harvard.edu/gazette/story/2017/04/over-nearly-80-years-harvard-study-has-been-showing-how-to-live-a-healthy-and-happy-life/ (7)Longo VD., Cell Metab. 2014 Mar 4;19(3):407-17 BIBLIOGRAFIA • La dieta della longevità, Valter Longo, ed. Vallardi • La Grande Via, Berrino F e Fontana L, ed. Mondadori Informazioni sull'autore Lorenzo Del Moro è uno studente all'ultimo anno del Corso di studi in Medicina e Chirurgia. Dopo aver terminato il Liceo Scientifico Giosuè Carducci inizia a interessarsi ed appassionarsi di Prevenzione delle malattie e Longevità in Salute. Da circa sei anni, oltre a studiare Medicina e Chirurgia, porta avanti la sua passione attraverso lo studio della sana alimentazione, dello Yoga, del movimento e della meditazione. Da oltre un anno frequenta il Master di Specializzazione in Yoga Therapy. Il Master ha il Patrocinio della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Parma e la collaborazione del Ministero autonomo Indiano di Ayurveda, Yoga e terapie naturali.

LA SALUTE DELLE OSSA: COME POSSIAMO PREVENIRE LE FRATTURE?

Pubblicato il 27/12/2017

STRUTTURA E FUNZIONE DELLO SCHELETRO: Lo scheletro è stato considerato fino a pochi decenni fa una struttura di sostegno, inerte dal punto di vista metabolico. In realtà, questa impalcatura è il risultato di un continuo processo vitale di rimodellamento. La prima prova di questa vitalità è stata data alla fine degli anni '30 da due ricercatori italiani, i Proff. Amprino e Bairati. Ad ogni momento della nostra vita le ossa del nostro scheletro si distruggono ( le cellule che operano la distruzione si chiamano Osteoclasti) e si ricostruiscono (ad opera delle cellule dette Osteoblasti) continuamente, attraverso due processi detti riassorbimento e neoformazione ossea: nell'infanzia e adolescenza prevale la formazione e lo scheletro cresce e si modella, nell'età adulta il bilancio tra i due processi è in pari, mentre nella terza età il prevalere del processo di riassorbimento fa perdere una parte del nostro patrimonio scheletrico. Apparentemente semplici e banali, le ossa hanno una struttura architettonica microscopica meravigliosamente complessa che ne garantisce solidità, leggerezza e anche flessibilità. L'architettura delle ossa si costruisce in risposta agli stimoli meccanici a cui le sottoponiamo. Le ossa degli arti inferiori sono irrobustite soprattutto dalla forza di gravità (il nostro peso), quelle degli arti superiori dal lavoro muscolare, le vertebre dai carichi che portiamo sulle spalle. Infatti una persona con osteoporosi (interessamento osseo) è tendenzialmente più piccola, meno grassa e con minor massa muscolare rispetto a una persona con osteoartrosi (interessamento articolare). NUMERI E CONSEGUENZE DELLE FRATTURE DEL FEMORE IN ITALIA: Nel 2008 le persone con più di 65 anni che hanno avuto una frattura del femore sono state 83 941 , circa 23 700 uomini e 60 200 donne (circa 1 donna su 110) [Fonte: archivio SDO Ministero della Salute] La frattura di femore è un evento invalidante: infatti oltre alla necessità di un intervento chirurgico immediato nella quasi totalità dei casi, spesso l’evento fratturativo espone a conseguenze anche gravi. Solo nel 20 % dei casi il paziente riesce a ritornare ad un livello di attività precedente alla caduta. La mortalità entro un anno dall'evento è del 20 % (l'infarto miocardico acuto e gli ictus cerebrali hanno una mortalità ad un anno più bassa: 15 %) . Non solo, nel 35 % dei casi si ha una disabilità permanente e una riduzione delle capacità di deambulare in maniera autonoma. Nel corso degli ultimi anni, sono stati condotti numerosi studi finalizzati ad approfondire le conoscenze sull'andamento attuale di incidenza delle fratture di femore. Nonostante il dato incontrovertibile dell’invecchiamento della popolazione (la fragilità ossea va di pari passo con l’avanzare degli anni) e le stime drammatiche fatte nei primi anni novanta che ipotizzavano, 10-15 anni più tardi, un incremento inesorabile e vertiginoso dell’incidenza di fratture di femore, dalla fine degli anni Novanta si assiste in molti paesi del mondo (dagli USA al Canada, dalla Danimarca alla Spagna e alla Germania), ad una riduzione progressiva del numero di queste fratture. Per quanto riguarda il nostro Paese, esistono molti studi che hanno analizzato l'andamento d’incidenza di fratture di femore nel periodo 1999-2009. Uno studio recente (nota 1), pubblicato nel 2014, ha documentato, durante il periodo 2000-2009, un incremento complessivo del numero di fratture di femore nelle persone con più di 65 anni , pari al 29.8%. Ovvero il numero di fratture è cresciuto di pari passo con il numero degli anziani. Vorrei parlarvi di un altro dato che ritengo molto importante e collegato al precedente, ma di cui se ne sente poco parlare: La ''speranza di vita IN SALUTE alla nascita'' (ovvero quanti anni di vita in salute vivrà una persona dal momento in cui nasce). Questo dato viene troppo spesso oscurato dal più famoso dato sulla ''speranza di vita alla nascita'' (ovvero quanti anni vivrà una persona dal momento in cui nasce). Secondo l' Istat (L'Istituto nazionale di statistica) nel 2016, per gli uomini, l’aspettativa di vita si attesta a 80.6 anni (+0.5 sul 2015, +0.3 sul 2014), per le donne a 85,1 anni (+0,5 sul 2015, +0.1 sul 2014). Come ben sappiamo la speranza di vita è aumentata nel corso degli anni, ma per quanto riguarda la ''speranza di vita IN SALUTE''? I dati della Commissione Europea (nota 2) ci dicono che, per quanto riguarda l'Italia, la speranza di vita in salute ha continuato a scendere dal 2004 al 2015, passando da 68.7 anni a 62.6. Se la speranza di vita aumenta ma la speranza di vita in salute diminuisce, inevitabilmente aumentano gli anni in cui una persona vive senza salute. Quindi a fronte di una popolazione sempre più anziana e che si ammala in età più giovane,rispetto agli anni precedenti, inevitabilmente aumenta il numero degli italiani non in salute. Personalmente ritengo che questo sia un fallimento della Medicina, in particolare della Medicina Preventiva, quella branca della Medicina che agendo sulle persone ancora sane cerca di prevenire l'insorgenza della malattia. L'opera si Sanità Pubblica più efficace che le Istituzione potrebbero fare è informare correttamente e intensamente i cittadini su quale è lo Stile di Vita più idoneo da adottare per prevenire le malattie. COME POSSIAMO PREVENIRE LE FRATTURE? · La causa principale dell’osteoporosi è la vita sedentaria, con la debolezza muscolare che ne consegue. Per ogni mese che rimaniamo paralizzati al letto, perdiamo il 2% di massa ossea, come gli astronauti che vivono senza gravità. Quindi fare attività fisica: - passeggiate con lo zaino, specie in salita; - ginnastica con pesi o elastici, bicicletta, tennis, ballo (il nuoto fa bene in generale ma non serve per le ossa perché galleggiando non si esercita un peso sullo scheletro); · Ridurre le proteine, soprattutto le proteine di origine animale. Nello studio EPIC che segue 500 000 persone in tutta Europa, l'incidenza delle fratture del femore aumenta con il consumo di carne(verosimilmente per l'effetto acidificante delle proteine animali, le nostre ossa rilasciano sali di calcio per tamponare l'acidità) e diminuisce col consumo di verdure (verosimilmente per l'effetto basificante delle verdure) (nota 3), · il latte e i formaggi sono ricchi di calcio e per questo è convinzione diffusa che siano degli ottimi alimenti da consumare per prevenire le fratture,in realtà non esiste un solo studio in cui viene dimostrato che consumare latte e formaggi prevenga le fratture. ''Bevete più latte, il latte fa bene, il latte conviene, a tutte le età'', così si cantava negli anni '60 e i medici ci credono ancora. Ci sono due tipi di ignoranza sul cibo: l'ignoranza per mancanza (di formazione e informazione) e l'ignoranza per presunzione. Che latte e formaggi facciano bene alle ossa fa parte di quest'ultima, in quanto, come già detto, non esistono studi che lo dimostrano, anzi... nel Swedish Mammography Cohort ,in cui 90 000 donne svedesi hanno compilato questionari alimentari, a distanza di 10 anni si è osservato un rischio significativamente aumentato di fratture, in particolare di frattura all'anca, in quelle che consumavano tre o più bicchieri di latte al giorno rispetto a chi ne consumava meno di uno (nota 4). Ancora, gli studi prospettici dell' Università di Harvard mostrano che per ogni bicchiere di latte al giorno consumato fra i 13 e i 18 anni il rischio di frattura dell'anca in età adulta non diminuisce nelle femmine e aumenta del 9% nei maschi (nota 5). Ancora, la Scuola di sanità pubblica di Harvard ha recentemente pubblicato un articolo sul latte che ridimensiona i pregiudizi medici (nota 6): <<...but does "got milk" really translate into "got strong bones?">> (veramente la raccomandazione di bere latte si traduce in ossa più robuste?) La risposta è No. Non ha basi scientifiche. Oltre a tali evidenze scientifiche dobbiamo tenere conto che il latte che si produce oggi è molto diverso da quello di 50-100 anni fa, quando le mucche mangiavano erba, venivano munte solo dopo che avevano partorito e producevano massimo 5-7 litri di latte al giorno. Oggi con la selezione genetica e con una dieta innaturale iperproteica si riescono a ottenere 30-50 litri di latte al giorno anche durante la gravidanza quindi il latte sarà ricco di estrogeni, gli ormoni che stimolano la proliferazione delle cellule tumorali della mammella. · Ridurre il sale (che facilita l'eliminazione del calcio con le urine: il consumo elevato di sale è associato a ridotta densità ossea) (nota 7) · Evitare le bevande zuccherate, sia cola che altre (nota 8), anch'esse acidificanti. Sono associate a perdita di calcio dalle ossa (nota 9). Sono associate a una maggior eliminazione di calcio con l'urina. · Aumentare il contenuto di calcio nella dieta, usando fonti diverse da latte e foraggio: - una porzione da 200g di cavolo nero contiene 148 mg di calcio assorbibile (una porzione da 125 g di latte ne contiene 48 mg) - una porzione da 200g di broccoli contiene 88 mg ci calcio) - 30g di semi di sesamo contengono 61 mg di calcio assorbibile - mangiate mandorle, legumi (specialmente soia, fagioli e ceci) e alghe. - far bollire in una pentola a pressione un pesce magro per 1 ora e poi filtrare e bere il brodo formato, ricco del calcio presente nello scheletro del pesce. · Assicurarsi di assumere provitamina D nella dieta, che viene poi attivata dall'esposizione della pelle al sole. La provitamina D3 è di provenienza animale: latticini, rosso d'uovo, fegato di pesce. La provitamina D2 è di provenienza vegetale: si trova nei funghi, in particolare nei funghi Shiitake, e in oli di semi spremuti a freddo. Può essere indicato assumere 700-800 UI al giorno da integratori. · Evitare integratori di calcio senza vitamina D. che possono aumentare il rischio di fratture e di infarto. (nota 10) · Consumare verdure verdi quotidianamente. Chi mangia una porzione di verdure verdi (ricche di vitamina K) ogni giorno dimezza il rischio di fratture dell'anca rispetto a chi ne mangia solo una porzione a settimana (nota 11) (nota 12) · Consumare cipolle anche quotidianamente, meglio cotte (nota 13) · Aumentare il consumo di verdure e in generale di cibi di provenienza vegetale (nota 14) · Prendere sole: è sufficiente esporre al sole braccia e gambe per 15-30 minuti due volte alla settimana per prevenire la carenza di vitamina D. · Non fumare: uno studio su gemelli identici ha mostrato che il gemello che fuma ha un rischio di fratture del 40% superiore a quello che non fuma (nota 15) Per oggi con i consigli su come mantenere forti e robuste le nostre ossa ci fermiamo qui. Buona pratica, a presto! Lorenzo Del Moro 26/12/2017 [nelle note qui sotto troverete il nome del primo autore dell'articolo,l'anno di pubblicazione, la rivista scientifica, il numero del volume e la prima pagina. Sono informazioni sufficienti per identificare lo studio da internet: è sufficiente scrivere su Google Pubmed e una volta entrati scrivere sulla barra in alto il nome dell'autore, l'anno e il numero di pagina per ottenere l'articolo.] (1) Piscitelli P.,World J Orthop 2014; 5(3):386–91 (2) http://ec.europa.eu/health/dyna/echi/datatool/index.cfm?indlist=40a (3) Benetou V., Osteoporos Int. 2013 May;24(5):1587-98 (4) Michaëlsson K., BMJ. 2014 Oct 28;349:g6015 (5) Feskanich D., JAMA Pediatr. 2014 Jan;168(1):54-60 (6) https://www.hsph.harvard.edu/nutritionsource/calcium-full-story/ (7) Devine A., Am J Clin Nutr. 1995 Oct;62(4):740-5 (8) Høstmark AT., J Osteoporos. 2011;2011:102686 (9) Tucker KL., Am J Clin Nutr. 2006 Oct;84(4):936-42 (10) Bolland M.J., 2011, Br Med J, 342: d2040 (11) Feskanich D., Am J Clin Nutr. 1999 Jan;69(1):74-9 (12) Booth SL., Am J Clin Nutr. 2000 May;71(5):1201-8 (13) Matheson EM ., Menopause. 2009 Jul-Aug;16(4):756-9 (14) Benetou V ., Osteoporos Int. 2013 May;24(5):1587-98 (15) Hopper J.L., N Engl J Med, 1994, 3330:387 Bibliografia · Teodori 2004. Trattato italiano di medicina interna. Ed. SEU · Il Grande libro dell'Eco Dieta. Carlo Guglielmo, Ed. Edizioni Mediterranee · Il cibo dell'Uomo. Franco Berrino. Ed. Franco Angeli · Pillole di Buona Pratica Clinica n.87/2011. Donzelli A. Informazioni sull'autore Lorenzo Del Moro è uno studente all'ultimo anno del Corso di studi in Medicina e Chirurgia. Dopo aver terminato il Liceo Scientifico Giosuè Carducci inizia a interessarsi ed appassionarsi di Prevenzione delle malattie e Longevità in Salute. Da circa sei anni, oltre a studiare Medicina e Chirurgia, porta avanti la sua passione attraverso lo studio della sana alimentazione, dello Yoga, del movimento e della meditazione. Da oltre un anno frequenta il Master di Specializzazione in Yoga Therapy. Il Master ha il Patrocinio della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Parma e la collaborazione del Ministero autonomo Indiano di Ayurveda, Yoga e terapie naturali.

ECCO I CIBI CHE FANNO INGRASSARE!
Ma che bontà

Pubblicato il 22/11/2017 da Lorenzo Del Moro

Il famoso Nurses' Health Study ha da poco celebrato 40 anni! Vi starete chiedendo di cosa sto parlando. Il Nurses' Heath Study (Studio sulla Salute delle Infermiere) è uno studio epidemiologico prospettico che fu lanciato nel 1976 con oltre 120 mila partecipanti per indagare quali sono i fattori di rischio per le principali malattie croniche. Medici dell'Università di Harvard seguono da oramai 41 anni centinaia di migliaia di infermiere americane e altri operatori della sanità che, ogni qualche anno, compilano un questionario alimentare e non solo. Nel corso degli anni si sono aggiunti altri partecipanti, fra cui i figli delle prime infermiere arruolate nello studio, fino ad arrivare a 275 mila. Nel corso degli anni lo studio ha fornito dati eccezionali che hanno modificato per sempre la Sanità americana e mondiale, ma a noi per il momento interessano i dati sui cibi che modificano il peso corporeo! (nota 1) Quindi vediamo quali sono i cibi associati ad aumento di peso e quali sono associati a una diminuzione del peso: AUMENTO DEL PESO - patatine fritte - patate - bevande zuccherate - carni conservate - carni rosse - cereali raffinati - dolci - burro DIMINUZIONE DEL PESO - verdure - cereali integrali - frutta - frutta con guscio - yogurt (nota 5) Le patatine fritte, le patate, le bevande zuccherate, i dolci e i cerali raffinati (pane bianco, riso raffinato, farina 0 e 00) sono cibi ad alto indice glicemico, ciò vuol dire che mangiandoli fanno aumentare rapidamente la glicemia, l'iniziale picco glicemico fa produrre molta insulina che manda in ipoglicemia, quando siamo in ipoglicemia ci viene fame! Ecco perche se fate colazione al bar la mattina con cornetto e cappuccino dopo un'ora avete già fame! Le bevande zuccherate sono una delle principali cause dell'epidemia di obesità infantile perche il nostro corpo non si accorge di assumere calorie quando beviamo zucchero liquido. Quindi teniamo lontani i nostri bambini dalle bevande con le bollicine che offrono i Fast Food! Ma anche dai succhi di frutta zuccherati (i succhi di frutta presenti nella grande distribuzione sono quasi tutti zuccherati perché fatti con frutta di pessima qualità). Il 16 Agosto 2016, l’American Heart Association (AHA, la potente associazione dei cardiologi americani) ha pubblicato il suo comunicato su “Zuccheri aggiunti e rischio cardiovascolare nei bambini”, basato su un’attenta revisione degli studi scientifici (nota 2). Si legge : The committee found that it is reasonable to recommend that children consume ≤25 g (100 cal or ≈6 teaspoons) of added sugars per day and to avoid added sugars for children <2 years of age. [La commissione ha rilevato che è ragionevole raccomandare che i bambini consumino ≤25 g (100 cal o ≈6 cucchiaini) di zuccheri aggiunti al giorno e che i bambini <2 anni lo evitino]. Purtroppo il mercato dello zucchero è grosso e le potenti lobby continuano a influenzare le decisioni politiche (nota 3). La scienza ha creduto per decenni che i cibi che facessero ingrassare fossero quelli con più grassi, invece negli ultimi 10 anni si è scoperto che ingrassa di più chi assume troppe proteine (nota 4). Più proteine si mangiano,in particolare proteine animali, più si rischia di diventare obesi. Questi studi sembrano in contrasto con la pratica delle diete iperproteiche per far dimagrire, le diete tipo Atkins, Ducan o tisanoreica. Con oltre il 40-50% di calorie provenienti da proteine queste diete costringono le nostre cellule, che vorrebbero ricavare energia dai carboidrati, a bruciare proteine, con la conseguenza di produrre rifiuti tossici. Fanno effettivamente dimagrire perché intossicano il centro ipotalamico dell’appetito riducendo il senso di fame. Si perdono anche 10-15 kg in un mese ma poi quasi invariabilmente si ingrassa di nuovo e spesso di più, verosimilmente perché chi fa queste diete non riesce a continuarle per più di qualche mese ma rimane comunque con un consumo di proteine elevato, dell’ordine del 20%, insufficiente a intossicare ma sufficiente a stimolare un maggior appetito (si ipotizza che il meccanismo con cui le proteine fanno ingrassare ha a che fare con la loro azione stimolante il centro dell'appetito). Oggi nei paesi sviluppati si mangia in media 200g di carne al giorno,in media, a testa. Nella storia dell'uomo non si è mai mangiato tante proteine animali come nella nostra epoca, prima (chiedete alle vostre bis nonne, se ancora vive) la carne era presente sul tavolo di cucina solo la Domenica, e non piu di 3 polpette a testa! Perché è consigliabile mantenerci magri e con l'addome piatto? Prima di tutto iniziamo a definire quali sono i limiti entro i quali possiamo essere definiti normopeso, sovrappeso o obesi. Per farlo dobbiamo calcolare il nostro BMI (Body Mass Index,dividendo il peso (kg) per l'altezza (in metri) al quadrato), chi sta fra 18 e 24.5 è normopeso, fra 24.5 e 30 è sovrappeso e sopra 30 obeso. Altro parametro importante è la circonferenza vita(non dovrebbe superare 89 cm negli uomini e 73 nelle donne), in quanto il grasso addominale è più pericoloso di un grasso ben distribuito in tutto il corpo. Ma torniamo alla nostra domanda, perché è consigliabile mantenerci magri e con l'addome piatto? I motivi salutistici sono davvero tanti, oggi mi limiterò a parlarvi solo di uno di questi,ma molto rilevante. Lo farò citandovi un importante studio: il progetto EPIC  (European Prospective Invastigation into Cancer and Nutrition , ovvero Indagine Prospettica Europea su nutrizione e Cancro). Al progetto EPIC partecipano 23 centri di ricerca in 10 paesi Europei: Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Inghilterra, Norvegia, Olanda, Spagna, Svezia e vi lavorano più di cento ricercatori. Iniziato nei primi anni ’90, ha reclutato 500.000  persone fra 35 e 75 anni che hanno volontariamente donato un campione di sangue, valutando il loro stile di vita, il consumo alimentare abituale, si sono così sottoposte a misurazioni antropometriche. Già oltre 50.000 persone si sono ammalate di cancro e chi si ammala viene confrontato con chi non si ammala per capire le differenze fra i due gruppi. Vediamo la relazione che intercorre fra BMI e circonferenza vita e alcuni tipi di tumore: Esofago (adenocarcinoma) (nota 6): rischio aumentato del 160% negli uomini con BMI di 31 e nelle donne con BMI di 31.4. Rischio aumentato del 207% negli uomini con circonferenza vita di 107.5 cm e nelle donne con circonferenza vita di 96 cm. Colonretto (nota 7): rischio aumentato del 55% negli uomini con BMI >29.3, per le donne il rischio non era significativo. Fegato (nota 8): rischio aumentato del 251% negli uomini con rapporto circonferenza vita/ altezza =0.6 e nelle donne = 0.57 Mammella (nota 9): rischio aumentato del 36% nelle donne con BMI >28.7, rischio aumentato del 65% nelle donne che pesano più di 74.9 kg, rischio aumentato del 56% nelle donne con circonferenza fianchi >108 Spero che l'articolo vi sia stato utile, vi anticipo quale sarà l'argomento che tratterò nel prossimo articolo del Blog Ben Essere, ci occuperemo della salute delle nostre ossa, come vi promisi nel primo articolo. A presto. Lorenzo Del Moro 19/11/2017 [nelle note qui sotto troverete il nome del primo autore dell'articolo,l'anno di pubblicazione, la rivista scientifica, il numero del volume e la prima pagina. Sono informazioni sufficienti per identificare lo studio da internet: è sufficiente scrivere su Google Pubmed e una volta entrati scrivere sulla barra in alto il nome dell'autore, l'anno e il numero di pagina per ottenere l'articolo.] (1) N Engl J Med. 2011 Jun 23;364(25):2392-404 (2) Vos MB et al. Circulation August 22, 2016 (3) Era l'anno 2015 quando l'OMS (Organizzazione mondiale della Sanità) raccomandò che il consumo di zucchero non eccedesse il 5% delle calorie giornaliere (circa 25 gr di zucchero , 6 cucchiaini rasi da tè). Il nostro Ministero della salute, reagì, contro la proposta che avrebbe danneggiato l’industria nazionale senza avere, secondo il ministro, basi scientifiche. (4) PLoS One. 2013;8(3):e57300 (5) si riferiscono allo yogurt bianco senza aggiunta di zucchero. I ricercatori sono rimasti alquanto sorpresi di averlo trovato protettivo e raccomandano di considerare questo risultato con cautela. Sappiamo però che lo yogurt influenza positivamente la flora intestinale (il microbioma) e i microbi intestinali possono influenzare,con vari meccanismi, il peso corporeo. (6) Cancer Epidemiol Biomarkers Prev. 2009 Jul;18(7):2079-89 (7) J Natl Cancer Inst. 2006 Jul 5;98(13):920-31 (8) Int J Cancer. 2013 Feb 1;132(3):645-57 (9) Int J Cancer. 2004 Sep 20;111(5):762-71 Sitografia www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/ www.nurseshealthstudy.org/ www.hsph.harvard.edu/ Bibliografia Il Cibo dell'Uomo, Berrino F., Editore Franco Angeli La Grande Via, Berrino F. e Fontana L., Editore Mondadori Informazioni sull'autore Lorenzo Del Moro è uno studente all'ultimo anno del Corso di studi in Medicina e Chirurgia. Dopo aver terminato il Liceo Scientifico Giosuè Carducci inizia a interessarsi ed appassionarsi di Prevenzione delle malattie e Longevità in Salute. Da circa sei anni, oltre a studiare Medicina e Chirurgia, porta avanti la sua passione attraverso lo studio della sana alimentazione, dello Yoga, del movimento e della meditazione. Da oltre un anno frequenta il Master di Specializzazione in Yoga Therapy. Il Master ha il Patrocinio della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Parma e la collaborazione del Ministero autonomo Indiano di Ayurveda, Yoga e terapie naturali.